una serie interessante di incontri

Anche le nostre Mura Veneziane, inserite nell’elenco Unesco, nell’attenzione dell’Istituto Italiano dei Castelli e i relativi appuntamenti inseriti quindi d’ufficio nella pagina dei nostri “appuntamenti” per scoprire nuove idee di valorizzazione, che sembrano al momento essere un poco carenti in chi di dovere.
IstCastelli - Unesco 1 Non si hanno infatti notizie del “Local Management Plan”, indispensabile per restare nell’Unesco, mentre, solo grazie al lavoro dei Volontari, Bergamaschi e turisti stanno piano piano riscoprendo i quattro Baluardi del Forte San Marco.
02 baluardo Pallavicino sperone ovest - prima 03 baluardo Pallavicino sperone ovest - dopo

Libro bianco… o pagine bianche?

171115 eco 3 - unescoL’articolo, del forse unico, cronista rimasto fino alla fine dell’happening Unesco riporta correttamente che l’Organismo Internazionale richiede urgentementeuno studio sulla capacità di carico turistico e una programmazione di iniziative mirate a far convivere visitatori e residenti nel modo migliore“, ma questo sarà solo “uno dei passaggi fondamentali verso l’attuazione del piano di gestione del sito“. Ma poi, mentre 5 dei 6 sindaci illustravano ampiamente e con euforia i propri piani già pronti (Peschiera del Garda ha messo a bilancio 10 milioni di euro per restaurare le sue mura, Palmanova può già fare affidamento su una decina di milioni per la valorizzazione della città, Croazia e Montenegro, con piani pronti e illustrati da slide, puntano a interventi di riqualificazione… ecc), il rappresentante di Bergamo, in questo caso l’Assessore alla Cultura e Turismo, illustrava delle belle pagine bianche parlando delle funzioni dell’Unesco, di completamento del recupero delle cannoniere, degli spazi sopra Porta Sant’Alessandro e del restauro del Castello di San Vigilio (!).
E ancora, ben lontani dalla meta, non è dato di sapere chi sarà l’incaricato che stilerà il “Local Management Plan” che ci permetterà di restare nel gruppo Unesco.
Sarà l’Assessore ai LL.PP., che gestisce il P.O.P. (dove sono previsti – dopo proteste – 300.000 € contro i 10 milioni di Peschiera), o l’Assessore al Verde, che gestisce i volontari, o l’Assessore alla Cultura e Turismo, essendo un interesse culturale e turistico, o l’Assessore al Patrimonio, che vorrebbe venderle, o l’Assessore all’Urbanistica, o il Delegato per Città Alta e Unesco, o Commissioni Urbanistiche o del Paesaggio, o il Sindaco che gestisce i rapporti con Demanio e Soprintendenza, o il Segretariato per l’Unesco, che dovrà farlo convergere con i “plan” delle altre città, o Terre di S.Marco, che dispone di altri fondi, o tutti insieme che chissà mai quando si troveranno… ecc. o, come ripreso nell’articolo, con l’implicita ammissione che a Bergamo non esistono le competenze, al S.I.T.I. di Torino? Sarà una sorpresa, ma intanto le pagine del “plan” restano bianche!

..ed ecco l'”happening” Unesco a porte chiuse!

171114 happening Unesco 3
171115 eco 1 - unesco Il titolo avrebbe potuto essere “Unesco, comoda passerella o reale impegno?“. Il lecito dubbio è venuto ai molti che sono rimasti fuori dall’invito all’avvenimento, e da chi aveva notato che il ministro Franceschini veniva solo a portare la pergamena dell’Unesco ma nessun contributo in euro e che il nostro sindaco, partito il ministro e i giornalisti, aveva ben presto lasciato l’aula e non aveva partecipato con gli 171115 eco 2b - unescoaltri cinque sindaci alla presentazione finale di progetti seri già studiati e avviati. In una sala gremita, per i tre quarti da cittadini di Palmanova, obbligati quindi a rimanere fino all’ultimo, si è potuto assistere agli iniziali voli pindarici con forbito eloquio (quelli sì ben riportati dalla stampa locale); poi, sfoltita l’aula, anche all’entusiasmo degli altri sindaci (quello di Zara in modo particolare) per aver raggiunto l’ambito traguardo e poi all’ennesima ripetizione del percorso effettuato e poi a una rimpatriata di addetti ai lavori che si scambiavano pacche sulle spalle e reciproci complimenti.
Ma il programma riportava una novità non da poco: la firma di un “protocollo d’intesa” che avrebbe fatto sapere, notizia sfuggita ai più, come sarebbe stato composto il “Gruppo di Coordinamento Internazionale“… e così arriva un’altra ferale notizia: il “Gruppo” sarà composto dai tre Ministri della Cultura e dai sei sindaci delle città; ma questa decisione comporterà che la sua attività, a differenza di scelte effettuate da altre realtà Unesco che si sono affidate a Enti o Commissioni di esperti, resterà legata a delle cariche politiche che sono ovviamente soggette ai cambiamenti legati alle elezioni. Interessante inizio… solide e chiare basi locali e immutabili riferimenti internazionali! Non ci resta che confidare nei Volontari.. (piccola nota, Orobicambiente non era tra gli invitati…).

Quel vecchiume di “Opere di Difesa Veneziane”…

Ne avevamo già parlato negli anni scorsi (agosto 2017, maggio 2016, giugno 2012, ecc.) ma ora (finalmente!) le cose si muovono… ma in che modo?? E qualcuno comincia a dire che era meglio non si muovessero!! Sempre più cittadini son presi dallo scoramento di fronte ad Amministrazioni sempre più sorde ai richiami e alle segnalazioni, animate, quelle sì, solo dall’amore per la città.
Con questo spirito, un appassionato della storia della nostra città, ci ha scritto: “ERA ORA…”
FINALMENTE ERA ORA 1FINALMENTE ERA ORA 2FINALMENTE ERA ORA 3 …E interessante, oltre che disarmante, è leggere l’intera documentazione contenuta in “FINALMENTE ERA ORA…”

San Vigilio svendesi….

171008 vendesi S_Vigilio bScongiurata la funesta proposta di vendere Palazzo Suardi che aveva causato una levata di scudi di Associazioni e Partiti, un altro pezzo storico della Città sta per essere venduto in un assordante silenzio!
Eppure la lungimirante Amministrazione del 1957 (Sindaco Simoncini che impresse un notevole impulso alla crescita civile, culturale, economica, sociale e urbanistica della città) con notevole sacrificio aveva acquisito l’intera proprietà del Castello di San Vigilio affinché l’intera cittadinanza potesse goderne. Recentemente un pezzo era già stato venduto (e diverrà presto un moderno B&B) e ora un secondo pezzo (proprio quello dove sorgeva l’antica CAPPELLA che diede a lungo il nome alla località) sta per essere venduto…. e non solo, visto che le basi d’asta sono andate deserte, ma verrà SVENDUTO. Eppure parliamo di una zona che recentemente è stata riconosciuta di valore mondiale dall’UNESCO!!
Strano non si sia ancora pensato a vendere i baluardi acquistati nel 1825 dal Podestà Rocco Cedrelli. Certo, già nel 1812, fu svenduto il Forte di San Marco ma allora bisogna finanziare le guerre di Napoleone. Oggi, con un omonimo non altrettanto attento, la nostra città, che è senz’altro più ricca che nel 1825 e nel 1957, svende i propri gioielli (non dimenticheremo certo la perdita della visuale dopo il vergognoso “Muro” di via Autostrada, la “lunetta” di San Giacomo, ecc.) e rovina i restanti (Parco Faunistico, i Vasi, ecc.); i futuri Bergamaschi ringraziano!!

Il Fortino di San Domenico

Il “Fortino San Domenico” è un’opera di difesa avanzata a protezione del retrostante baluardo San Giacomo terminata nel 1585 (come da lapide sul lato nord). Per realizzarla fu necessario demolire il convento di Santo Stefano e San Domenico in cui si conservavano le spoglie di Pinamonte da Brembate e la grande pala Martinengo di Lorenzo Lotto (ora in San Bartolomeo); un convento, prestigiosissimo e ampiamente partecipe della vita cittadina. Il “fortino” veniva giudicato scarsamente difendibile fin dal momento della sua realizzazione, ma, scriveva il capitano Giovanni da Lezze nel 1596, se esso fosse stato occupato dal nemico, “si potrebbe far saltare la mina ritrovandosi in detta piazza un vacuo profondo come di cisterna secreta formata de sassi e coperta con un volto di muro che sarebbe la morte di quelli che vi si ritrovassero sopra”.
Oggi, alla luce del suo riconoscimento Unesco come facente parte delle “opere di difesa veneziane”, si potrebbe definire la sua situazione “scandalosa”…
E’ ovviamente più volte citato nella presentazione del “bene” depositata all’Unesco e ben identificato nella mappa dell’area locale riguardante “The Venetian Works of Defence” ma, come si può leggere anche nei precedenti altri articoli correlati (Il Fortino di San Domenico e Forte San Marco e forte San Domenico) non solo è ora diventato irriconoscibile (le possenti mura si possono vedere solo percorrendo il vicolo San Carlo) ma si trova tuttora catalogato nelle “Schede dell’Inventario dei Beni Culturali, Ambientali e Archeologici” di Bergamo, col numero 131, solo come “Giardino in via Sant’Alessandro, 71” !!!

Unesco 2017

Di seguito i link delle pagine Unesco dove trovare le informazioni relative alla riunione del 2017 della Commissione Unesco a Cracovia.
Unesco sito - cracovia 2017 Unesco sito - nuovi 2017
Unesco sito - 8 nuovi 2017 Unesco sito - mura 2017
Unesco - documents…e, su Youtube, si può vedere l’intera relativa seduta della Commissione Unesco(22′) in cui Cuba, Kazakistan, Turchia, Portogallo, Filippine, Tanzania, Polonia, Giamaica, Sud Corea, Zimbabwe hanno votato a favore dell’approvazione.

…e UNESCO 1995
Un articolo ci ricorda che anche Crespi d’Adda è inserita nell’elenco dei Beni Unesco fin 1995, quando bastava poca documentazione e pochi mesi per ottenere il riconoscimento… e quando qualcuno, molto sensibile, propose per la prima volta in Consiglio Comunale a Bergamo di percorrere lo stesso iter per le nostre MURA!
170710 crespi d'adda1

Ahi, ahi… chi ben comincia…

MAGNIFICO… degli “archistar” potranno vantare delle costruzioni sul sito Unesco “Venetian Works of Defence between the 16th and 17th Centuries: Stato da Terra – Western Stato da Mar” visto che la “lunetta” prospiciente la “Cortina di S.Giacomo” ne fa parte integrante!!! Con buona pace della “zona di rispetto” citata nel “dossier Unesco”.
170728 casa via 3 armi - corsera

Su quella “lunetta”, per secoli era stato possibile solo coltivare delle viti… fortunatamente in città il senso civico non è ancora del tutto defunto e si possono leggere anche buone notizie come quella del Colle Belfante anch’esso facente parte del “sistema difensivo” come “cavaliere” del Baluardo di San Michele (vedi relazione del Capitano Giovanni da Lezze – 1596).
170711 vigneto a s-michele - bgpost