Personaggi storici bergamaschi: Andrea da Bergamo

andrea da Bergamo - libro 2Andrea da Bergamo è vissuto nella nostra città nella seconda metà del IX° sec. e, alla sua memoria, saggi amministratori di Bergamo hanno, tanto tempo fa, intitolato una via. Benché non si sappia molto della sua vita e della sua attività tranne che fu “presbyter” del clero maggiore, il suo nome è legato all’opera con cui, dopo l’877, riprese e continuò fino ai suoi tempi l’Historia Langobardorum di Paolo Diacono. Scrisse una cronaca degli avvenimenti occorsi in Italia dall’anno 568, quando Alboino prese Pavia, fino alla morte dell’imperatore Lodovico II, figlio primogenito di Lotario I e di Ermengarda, avvenuta nell’874 presso Brescia. Il Muratori ne raccolse il testo nelle sue “Antiquitates”; infatti, mentre fino alla caduta del regno longobardo la sua cronaca si avvale di Paolo Diacono, nel narrare i fatti successivi essa indugia sul coinvolgimento di Bergamo nelle dispute per l’Impero. Nella sua Cronaca, Andrea da Bergamo, definì i Longobardi come “gente malvagia”, quantunque lo stesso riconosca che pure tra loro – stirpe valorosa – non mancavano re di grandi qualità come, ad esempio, Liutprando, “multe sapientiae, clemens, pudicus, orator, pervigil, elemosinis largus”. La cronaca di Andrea, anche se di brevi dimensioni, abbraccia un po’ tutta la storia di questo popolo, proveniente dal sud della Scandinavia e stabilitosi poi nella Germania settentrionale, nonché alcune vicende degli ultimi Franchi fino esequie dell’imperatore Ludovico II. Quando questi morì a Ghedi, il vescovo di Brescia lo seppellì nella chiesa di Santa Maria ma Ansperto, arcivescovo metropolita, accompagnato dai vescovi Garibaldo di Bergamo e Benedetto di Cremona con imponente seguito del loro clero, si recò a Brescia a reclamarne la salma. Andrea ci riporta il viaggio del convoglio funebre fino a Milano informando di aver egli stesso contribuito a sostenere il cataletto dall’Oglio all’Adda. Continua a leggere

Personalità bergamasche : Piero Brolis

piero_brolis bLo scultore Piero Brolis (Bergamo, 10/10/1920 –14/06/1978) nacque nel quartiere di Borgo Palazzo ultimogenito di Cesare e di Giuseppina Longhi. Frequentò dapprima la Scuola d’arte Andrea Fantoni e poi l’Accademia Carrara dove ottenne premi, attestazioni e la licenza nel 1939. Nel luglio 1942, durante una breve licenza-premio (nel 1941 era stato chiamato alle armi nell’Aeronautica sul fronte Mediterraneo dove ottenne la croce al valor militare) conseguì il diploma di maturità artistica a Milano presso il liceo artistico di Brera.
Tornato al fronte, nel maggio del 1943 fu fatto prigioniero in Africa dagli anglo-statunitensi e trasferito negli Stati Uniti. Nei campi di prigionia gli fu tuttavia consentito di svolgere attività artistiche di vario tipo destando l’interesse della stampa locale.
Rimpatriato nel gennaio del 1946 insegnò il disegno nelle scuole statali fino al 1971, dedicandosi contemporaneamente alla scultura, alla grafica, alla pittura e alla medaglistica, prendendo parte a concorsi locali e nazionali, a mostre collettive locali, nazionali ed internazionali, e ottenendo premi e riconoscimenti.
Dal 1949 al 1958 collaborò con lo scultore Arrigo Minerbi con il quale realizzò numerose opere.
Dal 1957 al 1963 si dedicò prevalentemente alla realizzazione di opere pubbliche a Bergamo, tra le quali la Pietà in marmo per il Tempio Votivo (1953), il Portale bronzeo per la Chiesa di San Marco (1959), e, su disegno architettonico dell’Ing. Luigi Angelini, i Leoni Alati sulle porte di San Giacomo e di Sant’Agostino (1958) oltre diversi Monumenti ai Caduti nella Bergamasca.
Nel 1960, gli fu conferita dal Presidente della Repubblica la medaglia di bronzo riservata ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte. Continua a leggere

Personaggi Storici Bergamaschi: Castello Castelli

cronache di Bg 1400 bNacque a Bergamo da Pietro, intorno alla metà del sec. XIV. La sua famiglia, originaria di Sangallo in Val Brembana, era tra le più cospicue della città per ricchezze, possedimenti, parentele e tradizioni culturali (un antenato omonimo risulta aver esercitato il notariato nel sec. XIII). Fu uomo di legge, esercitò l’arte del tabellionato e fu più volte eletto console dei notai bergamaschi. Ricoprì numerosi pubblici incarichi amministrativi, fu fra i reggenti del consorzio della Misericordia Maggiore, fece parte dei dieci ghibellini incarcerati nel 1389 e si liberò pagando cento fiorini. Partecipò ad alcuni combattimenti contro le armate guelfe. Visse a Bergamo nella “vicinia” di Arena ed ebbe possessi anche nelle “vicinie” di Sant’Agata e San Giacomo. Nel 1392 si recò a Milano per il giubileo e implorò l’apostolica benedizione del vescovo di Como. È ricordato per aver scritto una importante cronaca intitolata “Liber mirabilium sive chronicon successuum Guelforum et Gebellinorum”, che narra le vicende della vita bergamasca dal 1378 al 1407. Il manoscritto della cronaca subì purtroppo rimaneggiamenti, soprattutto a cura delle famiglie dei Brembati, dei Bonghi e dei Suardi, interessati a porre in buona luce i loro antenati coinvolti nelle discordie civili. Il Muratori ne pubblicò due versioni e il Mazzi a sua volta ne trascrisse il manoscritto in possesso della biblioteca civica di Bergamo. La narrazione riguarda un trentennio particolarmente tumultuoso della storia di Bergamo, dilaniata dalle lotte interne tra le fazioni guelfa e ghibellina ed oggetto costante delle ambizioni viscontee. Il Chronicon inizia con la descrizione dell’assalto al castello di S. Lorenzo, avvenuto l’11 maggio 1378 e cui lo stesso C. dichiara di aver partecipato, e s’interrompe il 5 ag. 1407, quando già si profila la signoria, esercitata solo formalmente per conto di Giovanni Maria Visconti, del condottiero Pandolfo Malatesta. Alla data del 4 novembre 1407 il C. faceva parte del Maggior Consiglio cittadino, come risulta pure dall’atto di dedizione di Bergamo ai Visconti del 1408, in cui il suo nome figura tra i “consiliarii civitatis” con la qualifica di “magister”. Il Castello morì nel 1412. Non una via o una piazza ricordano in città questo illustre cittadino che ci ha fatto pervenire una parte importante della nostra Storia.
Suo figlio Baldino fu molto reputato nell’arte medica.

Personaggi storici bergamaschi : Giovanni Maironi da Ponte

Giovanni Maironi da Ponte , scienziato e scrittore (Bergamo, 28 febbraio 1748 – 29 gennaio 1833).
Appartenente ad un’importante ed antica famiglia bergamasca, intraprese fin da giovane gli studi dimostrando una propensione verso le materie umanistiche ed una predilezione nei confronti di quelle scientifiche. Intraprese ben presto attività finalizzate alla valorizzazione delle sue conoscenze, tanto da assumere ben presto ruoli di tutto rispetto nella società di allora. Ricoprì la carica di preside presso il liceo di Bergamo e di membro dell’accademia di scienze naturali e di toponimia.
Ma gli incarichi che lo resero celebre furono quelli commissionatigli dai vari governi che si sono succeduti in quegli anni nel nord Italia. Difatti i veneziani prima, i francesi poi, ed infine gli austriaci, commissionarono al Maironi da Ponte numerosi incarichi, che gli valsero addirittura l’acquisizione del titolo nobiliare.
Questa onorificenza, donata dagli austriaci, rappresentava un caso più unico che raro per uno scienziato, poiché in quel tempo i titoli nobiliari venivano acquistati mediante versamento di ingenti somme: ciò non fece altro che accrescere il prestigio di Giovanni Maironi da Ponte. Continua a leggere

Personaggi storici bergamaschi : Pinamonte da Brembate

PinamontePinamonte da Brembate (Bergamo, 1200 – Bergamo, 1266)
Nato in agiata famiglia di conti originaria di Brembate Sopra, venne indirizzato dai genitori agli studi ecclesiastici, ove si distinse tanto che all’età di 18 anni venne ammesso all’Ordine dei Frati Predicatori direttamente da San Domenico.
Qui abbandonò il suo nome anagrafico, Pinamonte Pellegrini, assumendo quello di Pinamonte da Brembate (anche se in alcuni documenti è identificato come Pinamonte Brembati), in onore del paese di cui il suo casato era originario.
Nel corso degli anni si distinse poi per l’attività di predicatore, la cui sua fama varcò ben presto i confini della provincia orobica. La notorietà e l’autorità acquisita gli permisero di essere incaricato a dirigere l’organo dell’Inquisizione, appena insediato nella città di Bergamo.
In tale attività si adoperò molto « …per la difesa et il mantenimento della cristiana verità et religione » e le sanzioni amministrative imposte agli eretici, unite alle donazioni e ai proventi dell’elemosina, gli permisero di fondare quel convento di Santo Stefano che fu successivamente distrutto nel 1561 per permettere la costruzione del “Fortino di S.Domenico” nell’ambito delle Mura Venete.
Tuttavia l’opera per la quale passò alla storia fu la fondazione dell’ente denominato “Opera Pia Misericordia Maggiore” (MIA). Continua a leggere

Personaggi storici parlavano di Bergamo

Una raccolta “qua e là” che sarà sicuramente ampliata…

  • In hoc situ interiit oppidum Orobiorum Barra, unde Bergomates Cato dixit ortos, etiamnum prodente se altius quam fortunatius situm.
    Plinio il Vecchio (23 a.c.- 79 d.c.)
    La più antica citazione di Bergamo (citandone però una più antica di Catone (234-139 a.c.)
  • Del dialetto bergamasco :
    Post quos Mediolanenses atque Pergameos eorumque finitimos eruncemus, in quorum etiam improperium quendam cecinisse recolimus
    Dante, De vulgari eloquentia, I, XI, 5 -1305
  • Passato il Serio, la Mella ed il Brenno
    Trovammo il Bergamasco in su la costa
    Che grosso parla ed ha sottil il senno
    Fazio degli Uberti -1340
  • Est hic semper in oculis Pergamum Italiae alpina urbs… Ho qui sempre davanti agli occhi Bergamo, alpina città d’Italia.
    Francesco Petrarca -1359
  • Excellenti ingenio vivi sunt, qui de gravitate, de
    Jurisprudentia, deque omni scientiarum, genere,
    praeclare meriti sunt
    Ambrogio da Calepio – 1490ca –LA 102

vedi l’intero “work in progress” Dicono di Bergamo

Personaggi storici bergamaschi : Mosè Del Brolo

mosè-brolo,liber-pergaminusMosè Del Brolo (Bergamo 1080 ca – Ravenna 1157 ca) fu arcivescovo, poeta, grammatico e traduttore. La vita di Mosè del Brolo è avvolta dalle nebbie della storia altomedievale, scarsa di fonti e di riferimenti anagrafici. Citato per la prima volta da Pinamonte da Brembate nel 1230, è stato per molto tempo al centro di numerose dispute volte ad identificarne la collocazione temporale. Nel basso medioevo e nei secoli successivi era infatti ipotesi comune collocarlo tra il VI ed il VII secolo, facendolo appartenere alla famiglia Mozzi (come affermato dal Pellegrino) o, secondo l’ipotesi del Lupi, alla famiglia Albani. A tal riguardo, Padre Donato Calvi sosteneva che questi fosse segretario dell’imperatore bizantino Giustiniano, il quale gli commissionò una descrizione di Bergamo, la sua città.  L’infondatezza di tutte queste teorie fu evidenziata, all’inizio del XVIII secolo, da Ludovico Antonio Muratori che nella sua opera Rerum Novarum Scriptores indicò Mosè Del Brolo vissuto tra l’XI ed il XII secolo, evidenziando il fatto che lo scrittore bergamasco faceva riferimento al Vescovo di Bergamo Ambrogio, vissuto anch’egli nel XII secolo. Tuttavia la tesi del Muratori fu a lungo contrastata da Guerrini e Ferdinando Caccia, per essere poi accettata e considerata universalmente a partire dal XIX secolo. Nato a Bergamo dalla famiglia Del Brolo, fu avviato agli studi religiosi giungendo fino all’ordinazione. Continua a leggere

Personaggi storici bergamaschi : Paolo Berlendis

berlendis,mura-bergamoQui ritratto con i figli, Paolo Berlendis. nato a Endenna nel 1520 e morto a Bergamo nel 1592, è ricordato a Bergamo sopratutto per aver diretto i lavori di costruzione di gran parte delle Mura Venete che circondano Bergamo Alta, i cui lavori iniziarono nel 1561 per decreto del Senato della Serenissima. Nei documenti attestanti l’avanzamento dei lavori del grande cantiere che modificò sensibilmente l’aspetto della città il Berlendis è definito protoingegnere. Ferdinando Caccia lo menziona nel “Trattato scientifico di fortificazione sopra la storia particolare di Bergamo” lodandone l’“eccellente ingegno” e definendolo “avveduto e sollecito”. Nel 1566 al Berlendis fu affidata anche la realizzazione del baluardo di Sant’Agostino, uno degli esempi più significativi dell’architettura militare del Cinquecento. Il Berlendis provvide inoltre a completare la relativa porta monumentale di Sant’Agostino. Dopo la sua morte il figlio Bernardo, anch’egli protoingegnere, collaborò nel 1592 alla costruzione della porta monumentale di San Giacomo. Anche il figlio Giacomo si applicò all’ingegneria militare al servizio della Repubblica di Venezia: risulta essere stato generale d’artiglieria a Candia dopo aver preso parte alla battaglia di Lepanto. Si sa di un altro Berlendis, di nome Francesco e capitano dell’esercito veneto, che nel 1601 fu incaricato di ispezionare l’intero perimetro della fortezza delle Mura.