I “grandi” della Storia… e Bergamo.

Dalle reminescenze scolastiche ripeschiamo la figura di un grande uomo, uno scrittore, poeta, filosofo e filologo: Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 19 luglio 1374) che è considerato il precursore dell’Umanesimo e uno dei fondamenti della Letteratura Italiana.
Uomo moderno, slegato ormai dalla concezione della Patria come Mater e divenuto cittadino del mondo, Petrarca rilanciò, in ambito filosofico, l’agostinismo in contrapposizione alla scolastica e operò una rivalutazione storico-filologica dei classici latini. Fautore dunque di una ripresa degli “studia humanitatis” in senso antropocentrico, Petrarca spese l’intera sua vita nella riproposta culturale della poetica e filosofia antica attraverso l’imitazione dei classici, offrendo un’immagine di sé quale campione di virtù e della lotta contro i vizi.
Petrarca fu un intellettuale “maestro“, bisognoso di fornire modelli e comunicare valori che, poi, furono fatti propri e compiutamente sviluppati nell’Umanesimo e nel Rinascimento.
La sua opera più celebre è senz’altro il Canzoniere: opera in volgare contenente 366 liriche per la maggior parte dedicate a Laura. Il titolo originale dell’opera è in latino: Rerum Vulgarium Fragmenta, ossia “frammenti di cose volgari” ma, con questa espressione, il Petrarca vuole sottolineare il fatto di aver scelto di scrivere in volgare.
E fin qui, con l’aiuto di Wikipedia, tutto bene… ma se volessimo sapere per esempio se Petrarca ebbe mai a che fare con la Bergamo di allora, quella dei Visconti, dove si lavorava per completare la Cittadella e il Castello di S.Vigilio ma anche quella del Convento di S.Agostino, allora già importante centro religioso e culturale? Ebbene sì… anche Petrarca passò da Bergamo; fu, come si dice, solo una simpatica “scappata” della quale parlò però in sua sua epistola ad un amico milanese; ma, nonostante la sua propensione per il volgare, le lettere le scriveva in latino e allora per facilitarne la lettura (benché sia certo che tutti noi si mastichi perfettamente l’idioma dei nostri antichi!) la riportiamo con tanto di traduzione. (pigiando sull’immagine si potrà scaricare l’intera epistola)Petrarca - epistola1

Evviva il bando… evviva si ripara il “paesaggio lapideo”!

160203 baluardo Unesco -corsera160203 fondi da cariploSotto la voce “Manutenzione Mura Venete” sul sito del Comune si trova : 1) Relazione Tecnica, dove si parla praticamente della sola pulizia degli arbusti, solo su tre quarti del perimetro, spettante ai volontari di Orobicambiente. 2) Relazione Tecnica Illustrativa – Progetto Esecutivo, dove si trova il progetto, del 2012, di sistemazione della via Tre Armi, via Vetta, via S.Vigilio. Apprezzabilissimo progetto; qualcuno forse spiegherà cosa centri con “le Mura”… 3) Schede di Analisi, dove vi sono 9 schede legate al punto 1) con alcune considerazioni aggiuntive e diverse foto in bianco e nero. Ma, visto che a suo tempo i volontari di Orobicambiente avevano presentato il programma “Wallclean” corredato di schede chiarissime e di facile lettura, non sarebbe stato opportuno adottare direttamente quel programma, pubblicizzandolo, e le sue schede magari integrandole ?? 4) Tavole 1-12 con prospettive frontali dei vari tratti di mura (presi dal programma suddetto ma qui riguardanti solo tre quarti del perimetro) con altimetrie e foto a colori. 5) Progetto preliminare Mura Venete – Bando Fondazione Cariplo. Lasciato perdere il titolo, è precisa la descrizione del problema e i buoni propositi, molto meno il lavoro di copia e incolla della descrizione dei vari settori (date di costruzione approssimative, non segnalate tutte le cannoniere e sortite, termini inventati – le cortine diventano “strutture murarie” – e financo errori nella descrizione – vedi p.es. Piattaforma (?) S.Alessandro – assenza assoluta della fossa, previsione di lavori dei volontari là dove non è previsto nel loro accordo. Si scopre poi che la sistemazione statica della parte nord occidentale (baluardi di S.Pietro e Valverde) potrebbe costare ben 360.000 € e vien ovviamente da chiedersi se questa enorme cifra ha condizionato la scelta di rifiutare ai Bergamaschi la proprietà del complesso!!

Il Piano delle Opere Pubbliche del Comune di Bergamo

E’ stato pubblicato in data 27/11/2015 il nuovo POP (Piano Opere Pubbliche) per il prossimo triennio 2016-2018. Alcune voci, che saranno sicuramente ben “attenzionate”, ovviamente riguardano il maggior monumento di Bergamo e siti limitrofi. Eccone uno stringatissimo estratto:
POP 2016-2018 AdMAppare subito irreale il confronto tra la spesa prevista nel triennio per gli oltre 5 chilometri di Mura (sarebbe interessante conoscere il progetto) e il solo restauro del soffitto della Casa della Marchesa alla Rocca!
E dai finanziamenti risultano escluse alcune voci come: restauro della polveriera ovest, restauro del castello di S. Vigilio, riqualificazione e valorizzazione del sentiero dei Vasi, realizzazione di indagini archeologiche, restauri di piazza Cittadella, restauro camerini Teatro Sociale, ristrutturazione del palazzo del Podestà, restauro della biblioteca A.Mai, restauro della ex chiesa di S. Michele all’Arco, restauro della Chiesa di S. Rocco in via Rocca 1, restauro affreschi ex chiesa di S. Agostino, ecc… e tante altre relative ai beni culturali neppure prese in considerazione. Tutta robetta di poco conto per la valorizzazione storico-turistica della città!!!

Lavori sulle Mura nel 2016…

“Consolidamento della cerchia muraria…” dell’articolo precedente : sistemazione del tetto di Porta S.Giacomo e del parapetto nel tratto baluardo S.Grata – baluardo S.Michele (tutte proprietà del Comune). Si spera che almeno vengano rimosse le scritte che in più punti imbrattano la delicata pietra serena che li ricopre…. ma del lato nord occidentale, più volte segnalato come il più degradato e anche a rischio di crolli, chi se ne occupa ??
151126 Lavori Mura

Riassumiamo… cura e proprietà delle Mura

aerea da sud 2 bIn un momento in cui tutte le città (Cittadella – bellissima, Verona – che ha fatto il parco delle Mura, Brindisi, Taranto, Barletta Padova – che organizza tour delle sue mura e che prevede una sua spesa di 30 milioni nei prossimi 15 anni-  Lucca, che ha costituito addirittura “L’Opera delle Mura” –vedasi il sito- ecc.) si danno da fare per la valorizzazione dei propri beni monumentali, Bergamo resta ancora impantanata col Demanio.
A luglio 2014, in seguito all’approvazione della legge sul Federalismo Demaniale, arriva al Comune la proposta di cessione gratuita che viene però rifiutata!!
Così le Mura Venete di Bergamo hanno ancora oggi un padrone di casa lontano, il Demanio, quello che da sempre ne ha trascurato il mantenimento.
Del 2010 l’ultima richiesta per la cessione gratuita al Comune di Bergamo presentata in Parlamento, mentre il Consiglio Comunale più volte negli anni scorsi si è espresso all’unanimità facendo chiaramente intendere che le Mura devono essere di piena proprietà solo dei cittadini bergamaschi. Tutti d’accordo che le Mura sono, oltre che un grande bene storico e il maggior monumento, anche una grande opportunità per la visibilità e il turismo che solo la città (e non lo Stato) può valorizzare.
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Le Mura in Comune

PalaFrizzoni -dipinti 2Qualche curioso potrebbe chiedersi : “Ma del nostro monumento più costoso ed imponente della città quando se ne è parlato in Comune ?”.
Ecco la risposta relativa agli ultimi 20 anni:

  • 1995- 4 Sett.   : O.d.G. richiesta manutenzione e iniziative per Unesco
  • 1996- 30 Sett. :  Interrogazione su manutenzione e nomina di un “Conservatore
  • 1998- 11 Sett. : O.d.G. richiesta di iniziative per iscrizione nella lista Unesco
  • 1999- 5 Ott.     : O.d.G. richiesta manutenzione, illuminazione, iniziative per Unesco
  • 2000- 24 Gen. : O.d.G. richiesta fondi allo Stato per manutenzione, cessione della proprietà, iniziative per Unesco 

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Le MURA in Parlamento

QUI DI SEGUITO TROVI UN QUADRO RIASSUNTIVO DELLE VOLTE IN CUI SI E’ DISCUSSO IN PARLAMENTO DELLE NOSTRE MURA
Le Mura in Parlamento

Le acque della Fortezza

Inutile ricordare quanto sia fondamentale per ogni fortezza, così come per ogni insediamento di esseri viventi, l’approvvigionamento di acqua. La situazione della città dopo la costruzione delle MURA è descritta nella segreta relazione del Capitano Giovanni da Lezze al Senato della Serenisima del 1596 :acquedotti antichi.JPG“L’acque che serveno alla fortezza di Bergomo et anco al resto della città sono molte et condotte in diversi modi perciochè parte ne vengono da doi aquedutti, uno de quali viene alla radice del monte di San Vilio et vien alla chiesa di S.to Gotardo et poi dentro la fortezza, il qual si divide in diverse parti facendo diverse fontane, sì nella fortezza istessa come nel resto della città.  L’altro vien dalla Bastia passando per la contrada di Castegnita; vien dentro la fortezza et poi parimente si divide in diverse parti formando fontane et conserve nella detta fortezza et più di fuori nel resto della detta città. Queste acque sono quasi il maggior sforzo dell’acque che servono ad essa fortezza, ma tutte ponno esser levate in due hore senza potergli far contradictione alcuna, ogni volta che li fusse un campo atorno per assediarla o per haverla in altro modo (che Iddio mai lo voglia!) et il primo effetto che fosse fatto da nemici, sarebbe il privar detta fortezza di esse acque.
Ritrovansi poi in essa fortezza tre fontane causate da acque nascenti in essa: la prima chiamata il Vacine appresso la Piazza Nova sotto il convento de rev.di frati Carmelitani; la seconda chiamata la Boccola un poco più a basso verso la chiesia di S.to Lorenzo; la terza appresso detta chiesa di S.to Lorenzo chiamata l’Antro; queste sono sicure et non ne può esser priva la fortezza in alcun modo.
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A proposito dell’Acquedotto dei Vasi

Scartabelliamo nel sito del comune di Bergamo e scopriamo un : “Vecchio” Inventario dei Beni Monumentali, risalente agli anni ’70. Tralasciando l’ovvia domanda del perché non ne esista uno “nuovo“, troviamo la scheda relativa al nostro acquedotto e scopriamo che già allora erano stati suggeriti interventi, nella fattispecie all’imbocco del baluardo di S.Pietro, di necessaria manutenzione.
acq scheda-vasi1.jpgacq scheda-vasi2.jpg

Ma non solo… anche nel 2002 e nel maggio 2012, in Consiglio Comunale, erano stati approvati interventi di riparazione e salvaguardia nel tratto boschivo, quando il cedimento verificato era uno solo…. ma ora sono molti ed il passaggio di numerose bici da cross, soprattutto quando il terreno è bagnato e cedevole, non potrà che aumentarne l’estensione… e allora ??? Continua a leggere