che brutto affare…

…ma se vendere il Palazzo Suardi per far cassa era stato ritenuto quasi un crimine, vendere un pezzo di Castello di San Vigilio, ora facente parte del bene Unesco, non è forse una pazzia? Gran brutto affare quando gli Amministratori non sono edotti e sufficientemente appassionati alla Storia della Città che amministrano!! Van bene i contributi alle parrocchie, le piste ciclabili, 5 milioni per il verde, l’wi-fi, ecc. ma dobbiamo proprio sacrificare per questo la nostra Storia?? Chissà i futuri bergamaschi a quale personaggio rivolgeranno “riconoscenti” pensieri per questo bel “regalo”!
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Il Castello e la bastia - Mazzi - 1913
La fortificazione dovette essere oggetto di cure particolarmente vigili fin dall’età precedente all’occupazione romana. In età altomedievale fu nota con il nome di “castellum”, ma anche con quello di “capella” data la presenza di una chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena. Successivamente questo secondo termine prevalse nella documentazione e l’edificio divenne elemento iconografico dominante nella rappresentazione della città. Chiaramente visibile nel disegno già citato e conservato presso la Biblioteca di Mantova…. leggi l’intero articolo a cura di Andreina Franco Loiri per BergamoSera

Troppe “distrazioni” sui luoghi storici

E’ INDISPENSABILE UN’AUTHORITY per monumenti e luoghi storici di Bergamo. La Soprintendenza che troppo spesso interviene solo dopo polemiche sui giornali e poi con no.. ma.. forse.. Il caso del Castello di San Vigilio che sta per diventare il Castello della Vergogna !

Il colle di San Vigilio

san-vigilio,Fin dalle epoche più remote, la cinta fortificata cittadina escluse il colle di San Vigilio. Includerlo avrebbe comportato la costruzione di una cerchia amplissima ragionevolmente irrealizzabile. La parte delle mura ad esso sottostante, nella zona che è sede attuale del Seminario, per ragioni di carattere orografico risultava particolarmente vulnerabile. Aprirvi una breccia era più facile che altrove. Il colle aveva quindi assoluta rilevanza come postazione di avvistamento data la sua altitudine (m.495) e l’ampiezza della visuale, ma anche importanza strategica, perché la sua conquista apriva al nemico l’accesso alla città. Documentata attraverso questa via, come abbiamo già visto, la distruzione di Bergamo nel IX secolo.
La fortificazione dovette essere oggetto di cure particolarmente vigili fin dall’età precedente all’occupazione romana. In età altomedioevale fu nota con il nome di “castellum”, ma anche con quello di “capella” data la presenza di una chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena. Successivamente questo secondo termine prevalse nella documentazione e l’edificio divenne elemento iconografico dominante nella rappresentazione della città. Chiaramente visibile nel disegno già citato e conservato presso la Biblioteca di Mantova. Continua a leggere