I dipinti nella chiesa del Santo Sepolcro

Tornano all’antico splendore i dipinti recuperati nella chiesa del Santo Sepolcro

astino_a1--180x140.jpgIl volto di «Dio padre», che dall’alto della volta della cappella del Santo Sepolcro di Astino benediva frati e fedeli, le tele settecentesche «Le tentazioni di Cristo» e la «Samaritana al pozzo», commissionate dall’abate Scotti al pittore Luca Bernardo Sanz, quelle che ritraggono scene di vita monastica, i tondi di «San Paolo» e «San Pietro», tornano a nuova vita. «Luogo amato dai bergamaschi, ma dimenticato dagli stessi, Astino è un libro scolpito nella pietra che ha ripreso a vivere e sta ritrovando la sua luce. Le opere d’arte della chiesa del Santo Sepolcro ora sono visibili e ammirabili per bellezza. Tele in completo abbandono o semi distrutte, grazie a un paziente restauro ora rivivono di luce propria. Si parla di un patrimonio artistico di quattordici dipinti, nove dei quali sono stati restaurati per un importo di circa 300 mila euro», afferma Federico Friedel Elzi. Presidente della società Val d’Astino, controllata dalla Fondazione Mia, di cui è anche vicepresidente, venerdì alle 11.30, nella sala Locatelli in via Arena, svelerà alcuni dipinti appena restaurati dallo studio restauri Formica, in collaborazione con Brera. E sarà «Luce su Astino», per riprendere il titolo dell’incontro inserito tra gli appuntamenti collaterali di «Notti di luce». Si presterà attenzione agli interventi del «Dio padre». Tondo dal diametro di ottanta centimetri, era in condizioni conservative gravi. «È plausibile pensare che l’opera, sospesa nel centro della volta, abbia subito dei prolungati ed abbondanti percolamenti che, insieme al peso della gravità, hanno lacerato il supporto tessile, facendolo cadere a brandelli», fanno sapere dal laboratorio Farina, che ha consolidato il retro della tela, eseguito la foderatura, stuccato con gesso e colla pigmentato di rosso le lacune della tela, «tensionato» il dipinto su nuovo telaio ligneo e, in accordo con la competente Soprintendenza, eseguito un’integrazione pittorica con colori a vernice in tono con l’originale. E saranno esposte anche le tele di grandi dimensioni «Le tentazioni di Cristo» (402×222 centimetri) e «Cristo e la Samaritana al pozzo» (410×224 centimetri), oggetto di interventi di ripulitura e consolidamento. Questi ultimi due dipinti saranno riposizionati in un luogo diverso dalle pareti originarie del transetto della chiesa, per rendere visibili «gli affreschi meravigliosi ritrovati dietro di esse continua Elzi . Grazie al restauro di un importo di quattro milioni e mezzo di euro, di cui un milione elargito dalla curia, uno dalla Regione Lombardia e un milione e seicento mila euro da Ubi banca, che sinora ha versato 500 mila euro, la chiesa presenta un soffitto con croci geometriche e affreschi». E aggiunge: «Nel prossimo mese di ottobre i bergamaschi potranno rivedere la chiesa nel suo splendore, come ai tempi dei nostri trisnonni, non più in calcina bianca o nel ricordo di quando era manicomio. All’interno manca il completamento dell’impianto elettrico, i punti luce e qualche ritocco dei restauri, all’esterno è da sistemare la scalinata e da completare l’intervento strutturale di rinforzo della muratura del bastione, ma il più è fatto. E per l’Expo 2015 sarà visibile anche l’esterno del monastero e il suo refettorio, dove sarà ricollocata l’Ultima cena dell’Allori». Daniela Morandi (Corriere della Sera Bg,4-9-2013)
I dipinti nella chiesa del Santo Sepolcroultima modifica: 2013-09-07T17:22:00+02:00da amicimura1a
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