I sette colli di Bergamo

Un articolo comparso tempo fa su BergamoPost sui “sette colli di Bergamo”, ci porta a ripercorrere per sommi capi l’evoluzione della nostra città.
sette colli di Bergamo 1a sette colli di Bergamo 1b sette colli di Bergamo 1c
Dall’orografia tracciata da Elia Fornoni nel 1883…
sette colli di Bergamo
passando per il possibile insediamento celtico esposto da A. Fumagalli e dallo studio di L,Angelini sulla Bergamo romana, da cui si evincerebbe l'”occupazione” di soli 4 colli (Eufemia, Gromo, Rosate, S.Salvatore)…
1 BG insediamenti celtici c - Fumagalli 2 BG romana -SAngelini ab
la Bergamo medievale, espressa nel disegno di S.Angelini, comprende anche i colli di S.Giovanni e S.Michele, arrivando a sei. Con le Mura veneziane, inclusive di Colle Aperto, come nella mappa “moderna” del Mazzoleni del 1825, si arriverà a sette colli… come Roma.
3 Bg medievale - S_Angelini 4 BG 1825 incisione Mappa Mazzoleni

Legnano 29 Maggio 1176

29-05 festa-lombardiaArt. 1 Legge Regionale 26/11/2013 -n°15:
“La Regione Lombardia al fine di favorire la conoscenza della propria storia ricordandone i valori di cultura, di costume, di civismo, nel loro radicamento e nella loro prospettiva, istituisce il 29 maggio la ‘Festa regionale lombarda’ in ricorrenza della battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, nella quale la Lega Lombarda sconfisse l’esercito del Sacro Romano Impero”.
29-05 battaglia-di-legnanoLa battaglia di Legnano fu combattuta tra l’esercito imperiale di Federico Barbarossa e le truppe della Lega Lombarda tra le località di Legnano e Borsano, nell’Alto-milanese; sebbene la presenza del nemico nei dintorni fosse già nota ad entrambi gli schieramenti, questi si incontrarono improvvisamente senza il tempo di pianificare alcuna strategia.
Questo scontro fu l’elemento cruciale della lunga guerra intrapresa dal Sacro Romano Impero, con base in Germania, per tentare di affermare il suo potere sui comuni dell’Italia Settentrionale, che si erano alleati in un’unione militare, la Lega Lombarda, guidata simbolicamente da papa Alessandro III.
La battaglia pose fine alla quinta e ultima discesa in Italia dell’imperatore Federico Barbarossa, il quale, dopo la sconfitta, dovette risolvere la questione italiana con l’approccio diplomatico che sfociò qualche anno più tardi nella pace di Costanza (25 giugno 1183), con la quale l’Imperatore dovette riconoscere l’autonomia della Lega Lombarda, riconoscendo concessioni amministrative, politiche e giudiziarie ai comuni e ponendo fine al suo tentativo di egemonizzare l’Italia Settentrionale; Lega Lombarda, Alberto da Giussano e “Carroccio” entrarono nella Storia d’Italia.
Alla storica battaglia fa riferimento anche l’inno di Mameli che recita nella terza strofa: « […] Dall’Alpi a Sicilia dovunque è Legnano […]» in ricordo della vittoria delle popolazioni italiane su quelle straniere e per questo storico scontro, Legnano è l’unica città, oltre a Roma, ad essere citata nell’inno nazionale.
A Legnano, per commemorare la battaglia, si svolge annualmente, nell’ultima domenica di maggio, dal 1935 la “Sagra del Carroccio” (chiamato dal 2005 “Palio di Legnano”); dal 1954 l’evento è annoverato tra le manifestazione storiche italiane.

quando le Mura danno spettacolo: Soap Box Rally e Historic Gran Prix

Domenica 30 Aprile: Lo scenario è il più amato dai Bergamaschi, il pubblico acclamante è di circa 50.000 persone, l’evento è la corsa più antica al mondo di macchine di legno. Questo in sintesi il risultato dell’annuale «Soap Box Rally», un rally senza motori e inquinamento, in cui conta solo l’abilità tecnica nella costruzione delle macchinine di legno e la bravura alla guida, sul percorso da Colle Aperto a Sant’Agostino. La splendida giornata e un’ottima organizzazione hanno decretato anche quest’anno il successo di questa tradizionale manifestazione.
soap box rally Domenica 28 Maggio: stesso scenario e stesso pubblico festante ma questa volta l’evento è ben più “rumoroso” poiché si tratta del gran premio dei bolidi storici. tra questi la monoposto F1 Lancia Marino del 1958, la Stanguellini del 1959 dell’ex ferrarista Wolfang Von Trips, una rara Moroni FJ del 1958, Bugatti, Amilcar degli anni Venti, una Maserati del 1928 e tante motociclette altrettanto blasonate. Via dalla Porta medioevale del Pantano e poi giù per la Boccola, fino alla chicane del Lantro e alla curva di San Lorenzo; il viale della Fara, e poi la curva di Sant’Agostino prima della risalita verso Colle Aperto; la chicane di San Giacomo e poi il lunghissimo rettilineo a tutta velocità velocità fino alla curva del Seminario prima dell’arrivo in Colle Aperto.
Un percorso da campioni da affrontare alla guida di automobili d’epoca, che hanno partecipato alle principali competizioni automobilistiche della storia. Un percorso che il leggendario Tazio Nuvolari, quando vinse la storica edizione del 1935, che ogni anno si vuole rievocare, giudicò eccezionale.historic-gran-prixfoto Eco di Bergamo

Pietre nuove… anche in Cittadella!!

170522 pietre nuove cittadellaC’era una volta… un’organismo chiamato Sovrintendenza ai Beni Culturali. Ma ovvio chiedersi perché sempre “dopo”?? Così come ovvio chiedersi perché attendere sempre lo “Stato”… non esiste proprio in città un gruppo di esperti, appassionati della storia e dello sviluppo della stessa, che possa esprimere vincolanti pareri e suggerimenti agli uffici comunali e ai politici soggetti a un quinquennale ricambio?
170522 pietre nuove cittadella- capellini170521 deposito pietre anticheIn questi tempi in cui il “recupero” è diventato importante, esiste senz’altro un commercio di materiale edile “storico”; inoltre, era, sia per privati che per Comuni, antica e ottima abitudine conservare e riutilizzare materiale, che ha ancora un valore, proveniente da demolizioni; sarà stato così per l’area della Montelungo??

Mura e Unesco

170512 mura e unescoUn altro passo avanti… e tutti i giornali, giustamente danno rilievo alla notizia. Realisticamente però qualcosa non è andato come si voleva far credere; Icomos, l’organismo tecnico tenuto ad esprimere un parere di congruenza, ha inoltrato la “pratica” a Parigi… tutto bene? SI, abbiamo passato l’esame… però prendiamo nota che l’ente non si è bevuto che la nostra proposta rappresentasse “tutte” le fortificazioni veneziane e, modificando il titolo (restringendo i tempi – solo XVI e XVII secolo – e i luoghi – mare occidentale e prendendo solo degli “esempi”), ha giudicato inutile, e quindi vanificato, almeno la metà del lavoro di SITI per costruire il “dossier”. Certamente graditi gli apprezzamenti sul valore della struttura bergamasca (per i quali sarà opportuno ringraziare quelle associazioni – Amici delle Mura, Orobicambiente, ecc. – e quei cittadini che per tanti anni si sono prodigati per la salvaguardia del bene) che costituiscono un impegno futuro per trasmetterne l’integrità. Il vero valore, come da sempre sottolineato, è dato dalla struttura militare del 1500 senza tanti giri di parole e definizioni fantasiose che la “moda” vorrebbe accreditare. E questo ci porta ancor più alla considerazione che se si fosse dato retta a quelle lungimiranti raccomandazioni del lontano 1998… non resta ora che segnare in grande il periodo 2-12 Luglio 2017 (Assemblea Unesco  Cracovia), le date in cui avverrà la decisione finale, e incrociare le dita.

come intendiamo preservare il nostro più grande monumento storico?

Nel corso degli anni gli “Amici delle Mura”, sulla falsariga di un grande personaggio bergamasco come Luigi Angelini, si sono fatti promotori di iniziative e proposte, che hanno avuto eco anche in Consiglio Comunale, sull’argomento. Considerazioni “politiche” e non certo culturali hanno sempre però impedito a Bergamo una soluzione “organica” mentre in altre città il problema veniva decisamente più approfondito e varie soluzioni venivano adottate (a Padova, per esempio, esiste un Ufficio Comunale apposito dipendente dal Patrimoniale). Non solo per la “possibilità Unesco” ma per il vero valore storico, culturale e turistico del nostro monumento, non è ora che si rivedano quelle proposte, a volte anche condivise, ma che non hanno finora mai portato a conclusioni determinanti?
170505 - Eco -task force Mura

gli “Amici” segnalano

Un ciclo di visite guidate in Città Alta alla riscoperta della nostra Storia divisa per periodi, e un libro imperdibile per imparare a “vedere” sui muri della città e a riconoscere le tracce lasciate dai nostri antenati alla nostra memoria. Interessantissimi e “unici” i riferimenti alle schede del “vecchio Inventario dei Beni Culturali di Bergamo” ormai quasi caduto nel dimenticatoio nonostante le sollecitazioni di cittadini e della nostra Associazione, ben più ampio e completo (ben 3125 voci) del nuovo Inventario dei beni culturali, ambientali e archeologici (287 voci).

BergamoRinascimentale20170513 libro Bg scolpita

Personaggi Storici Bergamaschi: Castello Castelli

cronache di Bg 1400 bNacque a Bergamo da Pietro, intorno alla metà del sec. XIV. La sua famiglia, originaria di Sangallo in Val Brembana, era tra le più cospicue della città per ricchezze, possedimenti, parentele e tradizioni culturali (un antenato omonimo risulta aver esercitato il notariato nel sec. XIII). Fu uomo di legge, esercitò l’arte del tabellionato e fu più volte eletto console dei notai bergamaschi. Ricoprì numerosi pubblici incarichi amministrativi, fu fra i reggenti del consorzio della Misericordia Maggiore, fece parte dei dieci ghibellini incarcerati nel 1389 e si liberò pagando cento fiorini. Partecipò ad alcuni combattimenti contro le armate guelfe. Visse a Bergamo nella “vicinia” di Arena ed ebbe possessi anche nelle “vicinie” di Sant’Agata e San Giacomo. Nel 1392 si recò a Milano per il giubileo e implorò l’apostolica benedizione del vescovo di Como. È ricordato per aver scritto una importante cronaca intitolata “Liber mirabilium sive chronicon successuum Guelforum et Gebellinorum”, che narra le vicende della vita bergamasca dal 1378 al 1407. Il manoscritto della cronaca subì purtroppo rimaneggiamenti, soprattutto a cura delle famiglie dei Brembati, dei Bonghi e dei Suardi, interessati a porre in buona luce i loro antenati coinvolti nelle discordie civili. Il Muratori ne pubblicò due versioni e il Mazzi a sua volta ne trascrisse il manoscritto in possesso della biblioteca civica di Bergamo. La narrazione riguarda un trentennio particolarmente tumultuoso della storia di Bergamo, dilaniata dalle lotte interne tra le fazioni guelfa e ghibellina ed oggetto costante delle ambizioni viscontee. Il Chronicon inizia con la descrizione dell’assalto al castello di S. Lorenzo, avvenuto l’11 maggio 1378 e cui lo stesso C. dichiara di aver partecipato, e s’interrompe il 5 ag. 1407, quando già si profila la signoria, esercitata solo formalmente per conto di Giovanni Maria Visconti, del condottiero Pandolfo Malatesta. Alla data del 4 novembre 1407 il C. faceva parte del Maggior Consiglio cittadino, come risulta pure dall’atto di dedizione di Bergamo ai Visconti del 1408, in cui il suo nome figura tra i “consiliarii civitatis” con la qualifica di “magister”. Il Castello morì nel 1412. Non una via o una piazza ricordano in città questo illustre cittadino che ci ha fatto pervenire una parte importante della nostra Storia.
Suo figlio Baldino fu molto reputato nell’arte medica.