Le acque della Fortezza

Inutile ricordare quanto sia fondamentale per ogni fortezza, così come per ogni insediamento di esseri viventi, l’approvvigionamento di acqua. La situazione della città dopo la costruzione delle MURA è descritta nella segreta relazione del Capitano Giovanni da Lezze al Senato della Serenisima del 1596 :acquedotti antichi.JPG“L’acque che serveno alla fortezza di Bergomo et anco al resto della città sono molte et condotte in diversi modi perciochè parte ne vengono da doi aquedutti, uno de quali viene alla radice del monte di San Vilio et vien alla chiesa di S.to Gotardo et poi dentro la fortezza, il qual si divide in diverse parti facendo diverse fontane, sì nella fortezza istessa come nel resto della città.  L’altro vien dalla Bastia passando per la contrada di Castegnita; vien dentro la fortezza et poi parimente si divide in diverse parti formando fontane et conserve nella detta fortezza et più di fuori nel resto della detta città. Queste acque sono quasi il maggior sforzo dell’acque che servono ad essa fortezza, ma tutte ponno esser levate in due hore senza potergli far contradictione alcuna, ogni volta che li fusse un campo atorno per assediarla o per haverla in altro modo (che Iddio mai lo voglia!) et il primo effetto che fosse fatto da nemici, sarebbe il privar detta fortezza di esse acque.
Ritrovansi poi in essa fortezza tre fontane causate da acque nascenti in essa: la prima chiamata il Vacine appresso la Piazza Nova sotto il convento de rev.di frati Carmelitani; la seconda chiamata la Boccola un poco più a basso verso la chiesia di S.to Lorenzo; la terza appresso detta chiesa di S.to Lorenzo chiamata l’Antro; queste sono sicure et non ne può esser priva la fortezza in alcun modo.
Ritrovasi ancora alcuni altri luoghi in essa fortezza ne quali nascono acque, ma non sono fatti né redotti in modo che se ne possa servire.  Vi sono poi ancora molti et diversi pozzi de particulari persone et tre publici: il primo in Piaza Vecchia, il secondo sul Mercato delle Scarpe et il terzo nella Visinanza del Pozzo Bianco. Queste sono l’acque le quali servono la fortezza, ma ogni volta che si perdessero quelle fontane, le quali ricevono l’acque dalli doi aquedutti, come si è detto, non bastariano poi le tre fontane sudette né tutti li pozzi, sì publici come privati. Et ciò si ha per cosa chiara et certa, che ritrovandosi essi aquedutti alcuna volta rotti et obturati, la fortezza pativa grandamente di acque”.E così rimase fino all’800. I colli su cui si erano stanziati i primi Orobi non erano privi di sorgenti come risulta da una ricerca, sorgenti b.jpgma la richesta di acqua per la città che si ingrandiva veniva soddisfatta per la maggior parte dai 2 antichi acquedotti : da nord del crinale di S.Vigilio quello dei Vasi e da sud quello di Sudorno.L’acquedotto dei Vasi, il più antico,medioevale (e forse romano) raccoglie nel suo percorso, principalmente, le acque di 6 sorgenti ed è lungo 3.550 m dalla prima sorgente alla cisterna all’interno del baluardo di S.Alessandro. La condotta ha dimensioni in media di 60cmx150 di altezza ed era stato ispezionato e studiato dalle Nottole circa 20 anni fa. Il primo tratto corre nel bosco, poi segue la via Castagneta, entra nel baluardo S.Pietro, scorre per via Sforza Pallavicino, passa davanti alla polveriera superiore e attraversa poi la Porta S.Alessandro. Lungo il percorso sono numerosi gli uschioli di ispezione e vasche di decantazione.acquedotto sudorno.jpgIl secondo, l’acquedotto Sudorno, è invece di dimensioni più ridotte (40x50cm) e lo si rileva solo per la presenza lungo il percorso (via Sudorno, via dei Torni e quasi tutto in proprietà private) di 3 fontane. La lunghezza è di 2.250 m. prima di giungere anch’esso alla cisterna di S.Alessandro. Anticamente entrava nel baluardo scavalcando la fossa con un ponte a 3 arcate.
Sull’argomento vedi anche “L’acquedotto dei Vasi” e “A proposito dell’Acquedotto dei Vasi
Le acque della Fortezzaultima modifica: 2012-09-19T19:39:04+02:00da amicimura1a
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