Un grande centro commerciale in Centro!!

La situazione economica della città necessita di un nuovo luogo di scambi commerciali.

Dal 774 i Franchi di Carlo Magno hanno preso il potere sostituendo con i Conti i precedenti Duchi dei Longobardi e le corti vanno trasformandosi in castelli entro vasti latifondi; la necessità di procurarsi quanto non si può produrre e di cedere la produzione superiore al proprio consumo, rende naturale il costituirsi di mercati di scambio e di fiere periodiche. Già da alcuni secoli la festività dedicata a Sant’Alessandro, il 26 agosto, raduna in città e dintorni un grande numero di abitanti del territorio e molti portano con sé denari e merci per pagare affitti o donazioni alla Chiesa. La costituzione di una fiera-mercato in quei giorni e nel luogo dedicati al Santo, il campo detto di Sant’Alessandro, risulta ovvia.
I complessi avvenimenti storici che coinvolgeranno Bergamo nei secoli successivi (guerre, carestie, invasioni, epidemie, ecc.) non fermeranno lo sviluppo dei commerci e degli scambi in quella località.
Nel 894, il re d’Italia Berengario fa dono delle rendite di quel prato ad Adalberto Vescovo di Bergamo per ripagarlo dei danni subiti dalla chiesa del Santo durante l’assedio per la riconquista della città dopo la presa di potere del conte Ambrogio.
Nel 908 il Vescovo cede quel diritto ai Canonici di S.Vincenzo.
Nel 1136 tale previlegio viene riconfermato dall’imperatore Lotario II (che dopo una dieta a Bamberga presieduta da Bernardo di Chiaravalle aveva deciso una seconda campagna in Italia) per la fedeltà dimostratagli dalla città.
Nel 1189 gli scambi nel campo sono di tale entità che il Comune dove delegarvi un giudice per le questioni che avrebbero potuto sorgervi.
Nel 1438 il capitolo di S. Vincenzo cede il diritto al Comune di Bergamo (da poco entrata nella sfera veneziana) e nel 1440 Venezia lo conferma, ampliando anche i termini per la durata delle trattazioni del bestiame (otto giorni prima e otto dopo la data della ricorrenza).
Nel 1475 -22 ottobre- il Maggior Consiglio degli Anziani elargisce gratuitamente all’Ospedale di S. Marco tutti gli utili percepibili durante la Fiera, riservandosi però il pieno diritto di dominio sul prato e il diritto a tutti gli utili eventuali durante il restante dell’anno.
Nel 1544 Venezia rinnova l’esenzione dei dazi per le mercanzie trattate durante la Fiera.
Nel 1591 -24/25 agosto- il grande incendio che distrugge le oltre 2000 botteghe sorte negli anni, in legno, della Fiera (giudicata una delle tre più grandi in Europa anche per le stampe, con Senigallia e Francoforte); il danno enorme risulta essere di oltre 600.000 scudi d’oro. Per aiutare la ripresa, a Dicembre Venezia autorizza la creazione a Bergamo di una piazza dei cambi (per cambiali).
Solo nel 1636 e 1652 le attività della Fiera, che hanno già ripreso alacremente, vengono sospese per il timore di diffusione della peste.
Nel 1673 riceve la visita del Duca di Mantova, Ferdinando Gonzaga, con 12 cavalieri e molti servi
Nel 1676 si trasferisce nell’area anche il mercato delle biade fino ad allora tenutosi in Città Alta in Piazza Nova (ora Mascheroni).
Nel 1732 (mentre il Tiepolo lavora per affrescare il duomo e parte dell’interno della Cappella Colleoni), Podestà Antonio Savorgnan, si costruisce la Fiera in muratura con 540 botteghe divise in 32 edifici.
Nel 1758 e successivi la Fiera viene frequentata anche dal Duca di Modena.
Nel 1820 ben 40 negozi risultano dedicati all’oreficeria e 56 ai lanifici. Moltissime case di produzione estere vi tengono depositi dei loro materiali.
Nel 1907 viene indetto il concorso per il piano regolatore dell’area della Fiera.
Nel 1920 inizia la demolizione di tutti gli edifici della Fiera per la costruzione del nuovo centro piacentiniano, fine di un “centro commerciale” divenuto col tempo solo sede di malavita.

Non ci perderemo a spiegare come abbia avuto origine il presente lavoro, che sarebbe cosa assai nojosa e di niun giovamento al lettore: diremo piuttosto che sarebbe necessario che molti si occupassero a schiarire varii dei punti più intralciati che presenta la nostra storia municipale, coordinando i tanti materiali che possediamo, all’unico scopo di gettare le fondamenta di una storia dei nostri padri che sia degna di essi, dei nostri tempi, del progresso dei nostri studj; e se noi, o bene o male, ci occupammo in questo, non fu che per aprire una via ove altri potesse mettersi con più lena e con un corredo di cognizioni maggiore di quello che abbia potuto recare la pochezza dell’ingegno nostro”.
ANGELO MAZZI – Topografia di Bergamo – 1870

Un grande centro commerciale in Centro!!ultima modifica: 2022-06-18T22:48:32+02:00da amicimura1a
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