Unesco

Si avvicina il momento in cui una Commissione Internazionale deciderà se il nome di Bergamo dovrà comparire tra quelli, privilegiati, che negli anni scorsi hanno vinto questo speciale “concorso di bellezza culturale” e sono stati iscritti nell’elenco del Patrimonio dell’Umanità. Vi dovrebbe comparire grazie alle sue Mura e in compagnia di altre undici città (tra le 54) che la Serenissima decise di difendere con importanti fortificazioni, lasciando traccia nell’urbanistica e nella cultura.

La  commissione esaminatrice di Unesco è ovviamente legata al numero, sempre in aumento, di paesi aderenti (dagli originari 20, di cui 5 Europei, agli attuali 195 di cui 18 europei), e le normative sono in costante evoluzione (la prima lista del Patrimonio mondiale è stata compilata nel 1978); ad oggi esse prevedono che, oltre alla presentazione dello stato attuale del bene, una volta ottenuto il riconoscimento, i richiedenti provvedano al mantenimento e alla valorizzazione del bene che era stato proposto tramite un “piano di gestione” per il futuro. Questo significa che, oltre che amare romanticamente le proprie Mura, (esattamente come per un figlio i genitori provvedono ai vestiti, a buon cibo, ma anche all’istruzione, alla comprensione, ecc.) i bergamaschi dovranno  “conoscerle” e “farle conoscere”, curarle e, soprattutto, “usarle” nel modo corretto.
Che i Bergamaschi siano, giustamente, orgogliosi della propria città, della propria storia e monumenti è cosa risaputa, ma ciò non basta più che sia fatto solo a parole ma è necessario (e sopratutto per gli amministratori) che per questo si impegnino praticamente; e che poi si cerchi per questo un riconoscimento internazionale è sicuramente lodevole ma bisogna essere coscienti che questo è un sentimento ormai diffuso a livello mondiale e che la concorrenza è ben agguerrita.

Di Unesco a Bergamo se ne parla da anni e sovente con idee confuse e con errori o lacune di memoria; a livello di responsabili cittadini, per la prima volta, se ne parlò in Consiglio Comunale il 4 Sett. 1995 (l’anno di Crespi d’Adda e altri 3 concorrenti italiani) (amministrazione Veneziani) e la parola appare per la prima volta in un o.d.g. del settembre 1998 (nel 1999 verrà fondata l’Associazione “Amici delle Mura”) e la richiesta venne poi ripetuta praticamente ogni anno. Nel 2003 l’allora sindaco investì la Fondazione Bergamo nella Storia di verificarne la possibilità. Nel 2004 (amministrazione Bruni) azzerando gli studi già effettuati, delegò invece il compito (quindi non gratuito) al SiTI (Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione,  Associazione ingegneristica costituita nel 2002 tra Politecnico di Torino e Compagnia di San Paolo, che svolge attività di ricerca e formazione orientate all’innovazione e alla crescita socio-economica). Questo portò ad un progetto che riguardava il riconoscimento dell’intera città (!!) e nel 2006 (10 anni dopo la prima discussione e insieme ad altri 31 concorrenti italiani) entrò nella Tentative List, acquisendo la possibilità per i successivi cinque anni, di venire esaminato. Limitatissima la rassegna stampa dell’epoca che se occupa (quasi in sordina) e con articoli che abbinano ancora Unesco con Città Alta o “città murata”. Il progetto non aveva molto “appeal” visto che il Ministero dei Beni Culturali, che pure aveva accettato la candidatura, già nel 2008 suggeriva di pensare a qualcosa di “internazionale” legato alle sole Mura; infatti quell’idea non ebbe successo e resta ancora iscritta tristemente nella lista. Rinnovato il mandato al SiTI, nel Nov. 2009 (amministrazione Tentorio) dopo che aveva presentato l’imbastitura dell’attuale progetto e iniziavano i contatti con le varie città interessate. Nel  2012 viene costituita l’associazione “Terra di San Marco” per sostenere l’iniziativa. Nel corso degli anni tutti i vari ministri per il turismo che si sono succeduti (ricordiamo solo Biondi, Brembilla, Terzi) hanno assicurato a Bergamo il loro appoggio ma solo nell’Ott. 2013 la candidatura compare nella Tentative List completa di città italiane, Croazia e Montenegro. Nel Febbr. 2014 viene imbastito il “Comitato scientifico” che, sulle indicazioni di SiTI, dovrebbe fornirgli un convincente “piano di gestione” locale, comprensivo di una parte “conservazione” e una parte “valorizzazione”, da far confluire in quello più ampio di tutte le altre città del sito, a completamento del “dossier” da consegnare entro Febbr. 2016, dopo però la selezione del Ministero Italiano. L’Istituto di Torino, “reale” gestore dell’iniziativa, ostenta, questa volta, una certa sicurezza nella riuscita della proposta. Solo nel Gennaio 2016 arriva il benestare del Ministero (forse per compensare la perdita della candidatura come capitale europea della cultura) e alla fine dello stesso mese il dossier è stato consegnato alla sede parigina dell’Unesco.

Certo, se non si fossero persi tutti quei primi anni dalla prima proposta mentre ora si assisterà alla corsa per mettere il proprio cappello sull’iniziativa…
Ma la speranza dei comuni mortali resta comunque che, riuscito o meno il progetto Unesco, il diffuso interesse, mai sopito ma ora nuovamente rinvigorito, per il nostro maggior monumento spinga da ora gli amministratori ad averne più cura e a valorizzarlo, come auspicato dai primi relatori del 1995.
Intanto, per saperne di più sullo storico dell’argomento, si può trovare una rassegna dei principali relativi avvenimenti consultando la nostra categoria “Unesco”

Unescoultima modifica: 2015-05-06T00:17:56+00:00da amicimura1a

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