L’acquedotto dei Vasi

 

L’acquedotto dei Vasi, il più antico, medioevale (e forse romano) raccoglie nel suo percorso, principalmente, le acque di 6 sorgenti ed è lungo 3.550 m dalla prima sorgente alla cisterna all’interno del baluardo di S.Alessandro. La condotta ha dimensioni in media di 60cmx150 di altezza ed era stato ispezionato e studiato dalle Nottole circa 20 anni fa. Il primo tratto corre nel bosco, poi segue la via Castagneta, entra nel baluardo di S.Pietro, scorre per via Sforza Pallavicino, passa davanti alla polveriera superiore e attraversa poi la Porta di S.Alessandro. Lungo il percorso sono numerosi gli uschioli di ispezione e vasche di decantazione.

L’acquedotto di Castagneta (i Vasi) è quello più antico ed ha fornito l’acqua a Bergamo fin dal Medioevo e forse anche dall’epoca romana. I “Vatia” sono citati già in un documento del 1013. Anche se non esistono testimonianze di natura oggettiva che attestino la origine romana del manufatto, è stato tuttavia possibile reperire in alcuni tratti del manufatto, campionature di opera cementizia costituita da calce, cocciopesto e pietrisco attualmente allo studio, usata anche il epoca medioevale, ma, che non esclude la possibilità che si riferisca al periodo romano.
Le sorgenti di Castagneta citate già dagli storici bergamaschi sono le seguenti: Val della Noce, Scudo, Gallo, Bosco, Tavernella e Carina.
La loro identificazione oggi non è certamente agevole. Esse sono disseminate tra la località “Cavato” dove l’acquedotto ha il suo principio e le due vallette dette “Della Costa” e “Del Pozzo” poste sui fianchi del crinale ove è la località “Scaramai” che ricorda la famiglia Scaramaito, addetta nel 1500 alla manutenzione ed alla custodia dell’acquedotto. La “Tavernella” era invece più a valle, in prossimità della via Castagneta dove esisteva una stradetta comunale, ora dismessa, chiamata appunto “Della Tavernella”. Del manufatto esistono tuttora dei tratti di notevole consistenza e interesse sia per quanto riguarda la condotta principale (vaso maestro) che si snoda lungo il percorso della Via dei Vasi e alcune opere di raccolta e decantazione (cisterne), sia per quanto riguarda un interessante sistema di condutture minori, in parte sopravvissute, che raccoglievano le acque delle sorgenti convogliandole dalle vallette nel “Vaso” principale. Queste acque si univano nella fontana-serbatoio del “Saliente”, situata in prossimità dell’antica porta di S. Alessandro, andata distrutta in occasione della costruzione delle mura venete. Tuttavia il nome di “Saliente” rimase ad indicare talvolta l’intero acquedotto.
Sempre nel 1329 il podestà Beccaro Beccaris provvide a far effettuare la pulitura dell’acquedotto di Castagneta, com’è ricordato nella lapide inserita nel muro medioevale in prossimità della località “Gallina”.  Le relazioni dei fontanari incaricati dei lavori, a noi pervenute, sono fonti preziose per lo studio del percorso, delle modalità e delle tecniche usate per la pulitura e le riparazioni.
Alcune date incise nei cunicoli che tuttora si snodano, in eccezione le stato di conservazione, negli orti delle case “Colombà” lungo la via Castagneta, testimoniano che l’acquedotto subiva regolari lavori di manutenzione e restauro ancora sul finire del secolo scorso.

STATO DI CONSERVAZIONE: L’acquedotto ha inizio da una sorgente localizzata in via Ramera (zona Cavato) e confluisce nel fontanino di via Ramera, ancora in funzione, con tracciato ipotetico e solo definito nell’ultima parte; prosegue poi lungo il sentiero dei Vasi fino ad una prima cisterna in ottimo stato di conservazione. Fra il fontanone e la cisterna il tracciato, ormai distrutto, è rilevabile solamente per la presenza di alcune beole che avevano la funzione di copertura del cunicolo e da alcuni cippi trovati sul posto.
La prima cisterna è discretamente conservata e parzialmente ostruita da depositi. Ha dimensioni notevoli: m 5 di profondità per metri 2,50 di larghezza, soffitto a volta ribassata, con canalino di scorrimento dell’acqua sul lato sinistro con dimensioni di cm 40 ed una profondità di cm 25. Il canalino interessa tutto il lato sinistro del manufatto e raccoglie le acque del condotto principale, che porta l’acqua verso Bergamo ed è intatto per circa 80 metri.
Il vaso principale che prosegue in direzione di Bergamo ha una notevole dimensione, infatti con un’altezza di cm 150 e una larghezza di cm 80-90, è percorribile per un lungo tratto; nel centro del suo pavimento c’è un canale di cm. 45 con una profondità di cm. 30 lasciando così lo spazio a due marciapiedi laterali di cm 25 di lato. La sua struttura è in pietra rozzamente squadrata, fra le intersezioni delle pietre c’è presenza di calce, non ci sono tracce d’intonaco, è coperto da beole con dimensioni di cm 60 x cm 70 di lato, ma variabile, ed uno spessore di cm 10. A differenza, il canale di scorrimento dell’acqua è più curato, le pietre sono squadrate a regola  d’arte, gli interstizi sono sigillati con calce e probabile cocciopesto, ormai il tutto ricoperto da calcare depositato dall’acqua per il suo passaggio negli anni.
Questo condotto, in alcuni tratti ostruito da materiali di deposito e da piccoli cedimenti, dovuti alla rottura delle beole che lo ricoprivano, raggiunge una cisterna, ubicata sul percorso dei Vasi in un avvallamento della Val Marina. Questa cisterna, cui si accede scendendo alcuni gradini, è quasi completamente ostruita da terriccio. Essa si differenzia dalla precedente, pur essendo di dimensioni quasi uguali, per la concezione di costruzione.
Infatti, il vaso principale la interessa solamente di lato, tutto il complesso ha la funzione di raccolta di altri tre vasi secondari e nel suo insieme ha la principale funzione di cisterna di decantazione e di regolazione del livello dell’intero complesso; ha e questo scopo un sistema scolmatore verso valle.
Da questo punto verso la via Castagneta il vaso ha un percorso ben definito per buoni tratti, ma in altri è solo ipotizzabile, essendo nel corso dei tempi stato alterato e danneggiato. Tra tratti certi ed incerti si arriva alla frazione “Gallina” dove il sentiero dei Vasi si congiunge a via Castagneta, ed in questo tratto fino alla sorgente della Tavernella il suo percorso è ben definito. Infatti oltre ai vari “AQ” segnati sui muri, segno certo della sua presenza, v’è un tratto integro in terreno privato nella località “Cascina Colombà”, ora proprietà Daldossi. Dai terreni privati si sposta nel muro a monte di via Castagneta e per tratti alterni arriva in via Beltrami dove, dopo aver attraversato lo spalto di S. Pietro, fuoriesce nella sottostante via Pallavicino Sforza dove è rimasta un’antica fontana.
Da qui attraversa la via Beltrami, passa davanti alla polveriera, attraversa il vicolo Colle ed, entrando nel baluardo di S. Gottardo,  raggiunge la porta di S. Alessandro, la percorre lungo la parte superiore, quindi entra nel baluardo di Sant’Alessandro ove è il congiungimento dei due acquedotti.

L’acquedotto dei Vasiultima modifica: 2012-03-20T13:44:01+01:00da amicimura1a
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