Dalle Torri ai Muri…

muro e torri.jpgNel Medio Evo sono state anche più di cento. Ottocento anni fa Bergamo era molto simile a una New York medievale: il suo profilo era infatti talmente irto di edifici alti che era stata soprannominata «La città dalle cento torri». Anche allora una furia edificatoria verificatasi tra i secoli XI e XII originata dal fatto che, proprio come avveniva in altre città italiane, ogni famiglia che poteva permetterselo erigeva una torre (che poi faceva anche spesso anche da abitazione). E tanto più alta era la costruzione maggiore era il prestigio per la famiglia. E osservarle doveva portare l’occhio verso il cielo, come avverrà poi in tutta Europa con gli edifici gotici.
E nel futuro come sarà ricordata e identificata la Bergamo di oggi ?? Sarà ricordata come quella dei “muri” ??? Quella in cui “imprese” sempre più potenti e invadenti soffocarono i cittadini togliendo loro anche la vista del cielo ?? Brutta mezza copia di New York in miniatura ??

Assurdo cantiere a ridosso delle MURA

cantiere mura.jpgBei tempi quelli in cui via Tre Armi era la strada degli orti. Uno spettacolo  di  cavolfiori,  scarola  e zucchine, proprio a ridosso delle Mura venete, che faceva tanto Toscana. E che lo spettacolo fosse finito lo si sapeva da un pezzo: i contadini in città sono ormai una specie in via d’estinzione e sull’arteria che porta in via Sant’Alessandro alta si affacciano solo ville e giardini; negli ultimi tempi però alcuni cantieri privati hanno stravolto anche il verde rimasto: tutto sottosopra, anche se sulla carta solo temporaneamente.
Federconsumatori ha puntato il dito sui lavori che si incontrano nelle immediate vicinanze di Porta San Giacomo e che, ironia della sorte, parlano proprio di valorizzazione e recupero degli orti. «In via Tre Armi, sotto gli spalti delle Mura venete fa brutta mostra di sé un cantiere, aperto nel marzo 2010 e da mesi deserto. Ciò che non si sa è perché questo possa accadere  impunemente e se l’amministrazione  comunale, che rilascia le licenze a costruire, ha strumenti utili per evitare il verificarsi di situazioni del genere». Molto interessante… Continua a leggere

Corsarola in 3D

gombito.jpg«Per la prima volta nella storia di Città Alta disponiamo delle rilevazioni georeferenziate di tutti gli edifici grazie all’uso di scanner laser». Anche gli aspetti tecnici naturalmente hanno la loro importanza e Domenico Egizi, che ha coordinato il piano del colore sul fronte bergamasco, lo sa bene. Non a caso il team si è avvalso anche del contributo dello studio Colombo e Peverelli, specializzato proprio in questo genere di rilievi, cui è toccato uno dei compiti più delicati: quello di fotografare le facciate col laser appunto.
«È la base – aggiunge Egizi – che è stato poi utilizzata per ricostruire il disegno egizi domenico.JPGtridimensionale. Ora disponiamo dell’intera Corsarola in questo formato. Si tratta di dati importanti che consentono anche di apprezzare la bellezza di certi edifici con scorci e da visuali eccezionali, perché un conto è guardarli dal basso e un altro avere la possibilità di alzarsi e osservare altre prospettive, magari comodamente seduti al computer». Proprio la ricchezza del piano, che è stato arricchito anche da un importante lavoro archivistico e di ricerca storica, rappresenta uno dei suoi punti di forza maggiori: «Formalmente – conclude l’architetto – il documento rappresenta una declinazione del piano particolareggiato di Città Alta che andrà a integrare il regolamento edilizio. Dal punto di vista pratico si tratta però di uno studio aperto che potrà essere utilizzato, di volta in volta, su più fronti: oggi parliamo di colore, ma domani potremmo concentrarci sull’illuminazione, sulle insegne o sull’arredo urbano sempre attingendo a questo grande archivio. Che, visto così, è davvero un lavoro estremamente innovativo».