Ci voleva il progetto Unesco

Forse è stato proprio questo “progetto Unesco” (non già quello mezzo in sordina del 2006 che riguardava tutta la città) per risvegliare l’interesse per il nostro maggior monumento… quello che tutti i Bergamaschi avevano sotto il naso e che  “vivevano” tutti i giorni ma della cui storia se ne sapeva così così e ora sulla stampa appare, bene o male, sempre più sovente il tentativo di colmare la lacuna..141117 seconda giovinezza delle Mura -bgpost1 Continua a leggere

Luigi Angelini e “Le Mura veneziane di Bergamo”

Bergamo alta, che ebbe già dall’epoca romana una sua cinta murata che chiudeva la città eretta sul colle e che già aveva una sua importanza e per gli avanzi scoperti e per la presenza rivelata da documenti e dalla tradizione, di templi, di un acquedotto, di un foro civico e di un anfiteatro, mantenne e completò, e nei periodi longobardo e franco e più tardi nei secoli XII e XIII, questo suo perimetro murato. Di queste opere difensive medioevali rimangono tuttora alcuni resti di murature ad arco a sud in un tratto della via detta degli Anditi sotto la via di Porta Dipinta, in un altro a ovest sotto il Monastero di S. Grata e in un altro ancora a nord soprastante la via detta della Boccola. Quando la città nel 1428 passò sotto il dominio di Venezia queste mura, già in parte restaurate, dopo l’assedio del longobardo Agilulfo del 592 e l’occupazione di Arnoldo nell’894 e il rafforzamento del 1167 da parte dei Consoli di Bergamo, erano però in condizioni non atte a una sicura difesa. Ma per un secolo circa la Repubblica Veneta, tesa a ridare alla città di nuovo possesso un carattere di vita civile più attiva e più feconda, non molto si occupò delle condizioni difensive della città. Continua a leggere

Le Mura Veneziane di Bergamo

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Associati: – Walled Towns Friendship Circle – Istituto Italiano dei Castelli
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Le Mura Veneziane di Bergamo

La decisione di dotare la città di Bergamo di una cinta muraria risale al 1560-61, Bergamo appartiene a Venezia ormai da un secolo e mezzo, da quella pace di Ferrara conclusa tra Francesco Foscari e Filippo Maria Visconti che nel 1428 l’aveva sottratta definitivamente al possesso milanese. Il progetto delle mura è elaborato dal Governatore generale Sforza Pallavicino, ed è in un primo tempo modesto. Esso prevede la costruzione di un vasto terrapieno, con pochissime opere murarie. Nonostante le proteste dei Bergamaschi, che vedono la loro città snaturata e stravolta, i lavori iniziano il 31 luglio 1561, e in tre mesi sono portati a termine. A questo punto però il piano iniziale viene abbandonato, e si decide di porre mano a quell’impresa ben più vasta e complessa che è la costruzione delle mura come ancor oggi esistono. Il progetto iniziale di Sforza Pallavicino ipotizzava due mesi di lavoro e una spesa di 40.000 ducati. Alle mura, nella loro forma definitiva, si lavorò in realtà per 29 anni con una spesa di un milione dì ducati.
E’ legittimo interrogarsi sulle ragioni che spinsero Venezia nel 1560 a costruire il terrapieno e poi l’anno successivo a trasformarlo in uno dei più possenti sistemi fortificati d’Europa. Queste ragioni sono essenzialmente politiche. Rispetto agli altri stati italiani Venezia ha caratteristiche assai particolari e specifiche:

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