Le Mura urbane di Pisa

mura pisaLE MURA DI PISA – fondate nel 1115 sotto il consolato di Cocco Griffi sono l’esempio piu’ antico di mura cittadine nel nostro paese. Precedentemente esistevano delle mura di epoca tardo romana sulla riva destra dell’Arno mentre dall’altra parte vi erano mura di epoca alto medievale. Con la rinata importanza di Pisa, grazie ai commerci marittimi, sorsero nuove case, chiese e monasteri. La città fu allora oggetto di ripensamento urbanistico con l’asse Borgo via di Ponte vecchio – Arno e la suddivisione in 4 settori quadrangolari .Le mura furono costruite in circa venti anni,con pietre di diversa qualità e colore,con effetti cromatici tutt’oggi visibili. Cinsero circa 185 ettari di terreno per un perimetro di 6 km , alte in media 11 mt e spesse sempre in media 2 mt circa. I Medici le fecero restaurare insieme alla costruzione della Cittadella adeguata alle nuove tecniche militari delle armi da fuoco. Nel XX sec. furono in parte abbattute (Stazione, S.Paolo a ripa d’Arno, S.Chiara ) .Oggi sono oggetto di un importante recupero e restauro; un camminamento farà ammirare la citta’ da un altro punto di vista. (Alessandro Puccinelli).

I dipinti nella chiesa del Santo Sepolcro

Tornano all’antico splendore i dipinti recuperati nella chiesa del Santo Sepolcro

astino_a1--180x140.jpgIl volto di «Dio padre», che dall’alto della volta della cappella del Santo Sepolcro di Astino benediva frati e fedeli, le tele settecentesche «Le tentazioni di Cristo» e la «Samaritana al pozzo», commissionate dall’abate Scotti al pittore Luca Bernardo Sanz, quelle che ritraggono scene di vita monastica, i tondi di «San Paolo» e «San Pietro», tornano a nuova vita. «Luogo amato dai bergamaschi, ma dimenticato dagli stessi, Astino è un libro scolpito nella pietra che ha ripreso a vivere e sta ritrovando la sua luce. Le opere d’arte della chiesa del Santo Sepolcro ora sono visibili e ammirabili per bellezza. Tele in completo abbandono o semi distrutte, grazie a un paziente restauro ora rivivono di luce propria. Continua a leggere

Via al restauro della fontana di Sant’Agostino

L’obiettivo è ambizioso. Riportare all’antico splendore il complesso monumentale della Fontana di Sant’Agostino. La Fondazione Credito Bergamasco punta a restituire alla cittadinanza un’opera unica per i suoi caratteri irripetibili di pregio.
I lavori di restauro prendono il via nei prossimi giorni e vedono lo storico istituto bancario e la sua Fondazione di nuovo a fianco della città di Bergamo nell’azione di tutela e di recupero del patrimonio artistico e architettonico come parte fondamentale delle nostre radici e della nostra identità. Grazie ad un intervento di restauro conservativo ed estetico, voluto e finanziato dalla Fondazione Credito Bergamasco, l’opera monumentale – costruita, insieme alla relativa cisterna, nel 1575 dal capitano Marcantonio Memo e dal prefetto Francesco Longo – sarà completamente recuperata e, finalmente, l’acqua tornerà a sgorgare.
A distanza di ormai vent’anni dal precedente restauro – visto l’attuale stato di degrado – la fontana di Sant’Agostino sarà oggetto di un complesso intervento. Le “condizioni di salute” della fontana non sono incoraggianti; l’azione di recupero sarà dunque rivolta a consolidarne l’integrità rispettando le caratteristiche architettoniche e stilistiche del manufatto.
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Lavori sul baluardo di San Lorenzo

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Mentre nell’articolo si parla ovviamente del Baluardo di San Lorenzo, ecco qua la Tenaglia di Sant’Agostino nel progetto, del 1826, di rinforzo dei parapetti. Sotto il Baluardo detto del Pallone si giocava ed i tifosi, sugli spalti, si agitavano correndo il rischio di cadere.

I lavori dei volontari

IMG-20111115-00084.jpgRiappaiono, dopo giorni di lavoro dei Volontari, alcuni pezzi delle antiche mura medioevali come l’antica porta di San Matteo, che si apriva sotto l’attuale via Boccola e l’antica “turresella” di guardia, ora sfregiata da un plinto di ferro di supporto alle scale. Proseguiranno anche in inverno i lavori di pulizia delle piante infestanti nella parte superiore della Valverde.
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Le piazzole del viadotto di San Lorenzo

san slorenzo - spalletta schema.JPGSui due lati del viadotto originale, dal 1627, esistevano due piazzole di sosta per i carri ingombranti per evitare che si intralciassero in salita e discesa. Nel secolo scorso avvenne il crollo parziale del muretto di cinta della piazzola di destra ed i “Lavori Pubblici” dell’epoca pensarono bene, invece che ripristinare il manufatto, di tirar su un muretto nuovo di chiusura a filo della carreggiata ed abbandonare al suo destino quella piccola, intellegente area i cui resti sono ancora visibili a lato del viadotto.
E’ ovvia la speranza che i nuovi lavori di rinforzo abbiano previsto anche il recupero di questo particolare.