La quinta porta delle Mura

Le quattro porte storiche, che ripetono gli allineamenti sui quattro lati della città antica fin dall’epoca romana, nacquero per il traffico quotidiano con i borghi e il territorio e tali sono rimaste.
La quinta doveva restare nascosta, da usare esclusivamente in circostanze d’emergenza per la fortezza: un luogo da agguati e sortite. La porta del Soccorso.

Se si chiede in giro dove si trovi, quasi tutti rispondono di non saperlo. Segno che anche dopo tanto tempo l’obiettivo iniziale dei costruttori si è mantenuto. Per arrivare alla porta del Soccorso è necessario raggiungere uno dei luoghi più remoti dell’alta città. Da via Cavagnis, che sale al colle di San Vigilio, si imbocca la via Sotto le mura di Sant’Alessandro: un viottolo, dominato dalla muraglia che qui si presenta quanto mai compatta e inaccessibile (il Baluardo di Castagneta è oggi l’unica parte delle Mura che il cittadino possa “toccare con mano” senza invadere proprietà private). Dimensioni a parte, le porta potrebbe sfuggire all’attenzione perché non presenta nessun elemento che la distingua. Un’apertura dai contorni ben fatti, sbarrata da un portone sempre chiuso. Niente stemmi o altro; due tagli verticali nella pietra mostrano come un tempo ci fosse il ponte levatoio per superare la fossa che difendeva in origine anche in questo tratto scosceso della collina (ai lati le aperture, sbarrate, di sortita e cannoniere). Difficile immaginare cosa ci sia al di là dei due battenti. Il segreto fu svelato anni or sono quando gli speleologi del gruppo Nottole esplorarono questo settore delle mura mentre erano impegnati nei rilievi dei sotterranei che si celano nella complessa struttura che proteggeva la città. Continua a leggere

Riapre Porta Sant’Alessandro. Perchè era chiusa?

Tutti d’accordo… le 4 (in effetti 5) porte delle Mura sono un simbolo importante per la città. Fatti i debiti complimenti a Contemporary Locus per la mostra, in seguito all’iniziativa sorge spontanea la domanda.. ma perchè quell’enorme sala è da un secolo chiusa e inaccessibile? Molti conoscono la storia di questa porta (forse non molti sanno che vi transita niente pò pò di meno che l’antico Acquedotto dei Vasi prima di gettarsi nell’ampia cisterna sotto il Baluardo di S.Alessandro) ma nessuno può capacitarsi come nell’arco di oltre cento anni non sia stato possibile un suo riutilizzo pubblico. Certo, negli anni scorsi se n’era parlato ma erano spuntate un mucchio di normative insuperabili. E ora? E’ e sarà aperta a lungo per una mostra e poi richiusa!! Qualcosa non torna… o non si poteva aprire o se si poteva a Marzo perchè non per altri mesi… per esempio per una sede permanente dell’Associazione “Terra di San Marco” o per una mostra permanente sui sotterranei delle Mura ?? Sembra che la domanda sia già stata posta colà ove si puote…

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Unesco a tutto campo.

Incontri, convegni, recite… manca “solo” (anche a Bergamo) il “Piano di Gestione” che, era stato scritto,  dovrebbe essere presentato entro febbraio 2015…141026 UNESCO - pressing sulle straniere -eco 141029 annuncio convegno 3 TSM

Terribile, ma non imprevedibile

E’ tenera come il cuore dei Bergamaschi la pietra delle nostre Mura; ma lei, che è esposta da 450 anni alle intemperie, si sfalda. Ora è il momento di alcuni frammenti ma non osiamo pensare cosa potrebbe succedere se dovesse capitare qualcosa alle tonnellate di materiale che costituiscono l’intero perimetro. Ancora più urgente della “valorizzazione” riemerge il discorso “sicurezza”. Soprintendenza o meno, non è più rinviabile uno studio serio e approfondito di tutto il monumento.140724 porta s-agostino

«Le porte di Città Alta splendide e fragili»

Da corpi di difesa a luoghi da difendere. Il Tir «incastrato» ripropone il nodo dei passaggi antichi. L’architetto Labaa: «Dobbiamo usare questi luoghi con limiti sostenibili. La storia non si sfrutta, va salvaguardata».

200 porta S Agostino.JPGDa corpi di difesa, a porte da difendere. Resistente al passaggio della storia e dei cannoni di Napoleone nel 1797, Porta Sant’Agostino rischia di sgretolarsi ai tempi della motorizzazione, armata di Tir e betoniere. «Le porte d’accesso delle Mura venete oggi sono un ostacolo urbanistico. Negli anni Sessanta l’architetto Sandro Angelini rappresentò Porta Sant’Agostino ostruita da un imbuto. In quello scherzoso disegno si ritraeva la verità: chi entra ed esce da quel varco si addentra in un imbuto», racconta Gian Maria Labaa, urbanista e architetto, interpellato a seguito dell’episodio dell’autotreno rimasto bloccato, l’altro ieri, nel varco storico. Analizzato il problema, la risposta è disarmante: «Le strutture fortificate e antiche vengono usate e tartassate, in maniera indecente. Ora parliamo di Porta Sant’Agostino, dove il fornice di ingresso è abbastanza ampio, ma nelle porte medievali di Città Alta, come quella del Pantano inferiore in Cittadella, almeno una volta a settimana si incastra qualche mezzo. Oggi c’è un rapporto di fuori scala tra i veicoli usati in passaggi storici, per non parlare di strade e vicoli».
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Porta San Lorenzo

san lorenzo scan 2.jpgLa Porta di San Lorenzo fu la prima delle porte della cinta muraria veneta ad essere costruita… ma non l’attuale.  L’originale, il cui nome deriva dal borgo attiguo e dalla chiesa che sorgeva nei pressi (una delle 24 demolite per far posto alle Mura), era stata costruita nello stesso posto ma più in basso. Già nel 1605 (tutti i lavori di rafforzamento della cinta finirono “effettivamente” nel 1612) fu chiusa dai veneziani perchè ritenuta poco difendibile ma soprattutto perchè la zona andava soggetta a frequenti allagamenti. I cittadini protestarono, sopratutto quelli della Val Tegeta (Valtesse) e dei paesi limitrofi, perchè costretti a lunghi giri per entrare in città. Continua a leggere

Le piazzole del viadotto di San Lorenzo

san slorenzo - spalletta schema.JPGSui due lati del viadotto originale, dal 1627, esistevano due piazzole di sosta per i carri ingombranti per evitare che si intralciassero in salita e discesa. Nel secolo scorso avvenne il crollo parziale del muretto di cinta della piazzola di destra ed i “Lavori Pubblici” dell’epoca pensarono bene, invece che ripristinare il manufatto, di tirar su un muretto nuovo di chiusura a filo della carreggiata ed abbandonare al suo destino quella piccola, intellegente area i cui resti sono ancora visibili a lato del viadotto.
E’ ovvia la speranza che i nuovi lavori di rinforzo abbiano previsto anche il recupero di questo particolare.