Personaggi storici bergamaschi : Giovanni Maironi da Ponte

Giovanni Maironi da Ponte , scienziato e scrittore (Bergamo, 28 febbraio 1748 – 29 gennaio 1833).
Appartenente ad un’importante ed antica famiglia bergamasca, intraprese fin da giovane gli studi dimostrando una propensione verso le materie umanistiche ed una predilezione nei confronti di quelle scientifiche. Intraprese ben presto attività finalizzate alla valorizzazione delle sue conoscenze, tanto da assumere ben presto ruoli di tutto rispetto nella società di allora. Ricoprì la carica di preside presso il liceo di Bergamo e di membro dell’accademia di scienze naturali e di toponimia.
Ma gli incarichi che lo resero celebre furono quelli commissionatigli dai vari governi che si sono succeduti in quegli anni nel nord Italia. Difatti i veneziani prima, i francesi poi, ed infine gli austriaci, commissionarono al Maironi da Ponte numerosi incarichi, che gli valsero addirittura l’acquisizione del titolo nobiliare.
Questa onorificenza, donata dagli austriaci, rappresentava un caso più unico che raro per uno scienziato, poiché in quel tempo i titoli nobiliari venivano acquistati mediante versamento di ingenti somme: ciò non fece altro che accrescere il prestigio di Giovanni Maironi da Ponte. Continua a leggere

Personaggi storici parlavano di Bergamo

Una raccolta “qua e là” che sarà sicuramente ampliata…

  • In hoc situ interiit oppidum Orobiorum Barra, unde Bergomates Cato dixit ortos, etiamnum prodente se altius quam fortunatius situm.
    Plinio il Vecchio (23 a.c.- 79 d.c.)
    La più antica citazione di Bergamo (citandone però una più antica di Catone (234-139 a.c.)
  • Del dialetto bergamasco :
    Post quos Mediolanenses atque Pergameos eorumque finitimos eruncemus, in quorum etiam improperium quendam cecinisse recolimus
    Dante, De vulgari eloquentia, I, XI, 5 -1305
  • Passato il Serio, la Mella ed il Brenno
    Trovammo il Bergamasco in su la costa
    Che grosso parla ed ha sottil il senno
    Fazio degli Uberti -1340
  • Est hic semper in oculis Pergamum Italiae alpina urbs… Ho qui sempre davanti agli occhi Bergamo, alpina città d’Italia.
    Francesco Petrarca -1359
  • Excellenti ingenio vivi sunt, qui de gravitate, de
    Jurisprudentia, deque omni scientiarum, genere,
    praeclare meriti sunt
    Ambrogio da Calepio – 1490ca –LA 102

vedi l’intero “work in progress” Dicono di Bergamo

Personaggi storici bergamaschi : Mosè Del Brolo

mosè-brolo,liber-pergaminusMosè Del Brolo (Bergamo 1080 ca – Ravenna 1157 ca) fu arcivescovo, poeta, grammatico e traduttore. La vita di Mosè del Brolo è avvolta dalle nebbie della storia altomedievale, scarsa di fonti e di riferimenti anagrafici. Citato per la prima volta da Pinamonte da Brembate nel 1230, è stato per molto tempo al centro di numerose dispute volte ad identificarne la collocazione temporale. Nel basso medioevo e nei secoli successivi era infatti ipotesi comune collocarlo tra il VI ed il VII secolo, facendolo appartenere alla famiglia Mozzi (come affermato dal Pellegrino) o, secondo l’ipotesi del Lupi, alla famiglia Albani. A tal riguardo, Padre Donato Calvi sosteneva che questi fosse segretario dell’imperatore bizantino Giustiniano, il quale gli commissionò una descrizione di Bergamo, la sua città.  L’infondatezza di tutte queste teorie fu evidenziata, all’inizio del XVIII secolo, da Ludovico Antonio Muratori che nella sua opera Rerum Novarum Scriptores indicò Mosè Del Brolo vissuto tra l’XI ed il XII secolo, evidenziando il fatto che lo scrittore bergamasco faceva riferimento al Vescovo di Bergamo Ambrogio, vissuto anch’egli nel XII secolo. Tuttavia la tesi del Muratori fu a lungo contrastata da Guerrini e Ferdinando Caccia, per essere poi accettata e considerata universalmente a partire dal XIX secolo. Nato a Bergamo dalla famiglia Del Brolo, fu avviato agli studi religiosi giungendo fino all’ordinazione. Continua a leggere

Personaggi storici bergamaschi : Paolo Berlendis

berlendis,mura-bergamoQui ritratto con i figli, Paolo Berlendis. nato a Endenna nel 1520 e morto a Bergamo nel 1592, è ricordato a Bergamo sopratutto per aver diretto i lavori di costruzione di gran parte delle Mura Venete che circondano Bergamo Alta, i cui lavori iniziarono nel 1561 per decreto del Senato della Serenissima. Nei documenti attestanti l’avanzamento dei lavori del grande cantiere che modificò sensibilmente l’aspetto della città il Berlendis è definito protoingegnere. Ferdinando Caccia lo menziona nel “Trattato scientifico di fortificazione sopra la storia particolare di Bergamo” lodandone l’“eccellente ingegno” e definendolo “avveduto e sollecito”. Nel 1566 al Berlendis fu affidata anche la realizzazione del baluardo di Sant’Agostino, uno degli esempi più significativi dell’architettura militare del Cinquecento. Il Berlendis provvide inoltre a completare la relativa porta monumentale di Sant’Agostino. Dopo la sua morte il figlio Bernardo, anch’egli protoingegnere, collaborò nel 1592 alla costruzione della porta monumentale di San Giacomo. Anche il figlio Giacomo si applicò all’ingegneria militare al servizio della Repubblica di Venezia: risulta essere stato generale d’artiglieria a Candia dopo aver preso parte alla battaglia di Lepanto. Si sa di un altro Berlendis, di nome Francesco e capitano dell’esercito veneto, che nel 1601 fu incaricato di ispezionare l’intero perimetro della fortezza delle Mura.

Personaggi storici bergamaschi : Antonio Ferramolino

xferram.jpgAntonio Ferramolino noto anche come Sferrandino da Bergamo e chiamato Hernan Molin dagli spagnoli (Bergamo, 1495 – Mahdia, 1550), è stato un architetto e ingegnere militare.
Progettista di fortificazioni fu al servizio del Viceré di Sicilia e realizzò imponenti opere difensive in tutta l’isola, applicando le tecniche della fortificazione alla moderna. Tra le sue opere vanno ricordate le fortificazioni di Messina, di Palermo e di Catania. Iniziò la propria attività come soldato al servizio di vari condottieri. Durante avventurose vicende ebbe modo di acquisire competenze nell’ambito dell’ingeneria militare, tanto da trovarsi nel 1529 a sovrintendere alla costruzione delle artiglierie nell’arsenale di Venezia.
Nel 1532 passò al soldo degli imperiali e combatté contro i turchi in Ungheria ed a Tunisi. Nel 1536, durante il ritorno da Tunisi, riceve da Carlo V l’incarico di rivedere le fortificazioni di Messina e in genere della Sicilia. Negli anni successivi, agli ordini del viceré, realizzò numerose opere in tutta l’isola, anche se fu attivo anche in Crozia ed a Malta. Morì nell’assedio di Mahdia, nell’attuale Libia. Le sue opere :
– Il Forte Gonzaga a Messina (1540).
– Il Forte del Santissimo Salvatore a Messina (1540).
– La cinta bastionata di Palermo (nel corso di vari decenni)
– I Bastioni di Catania di cui rimangono poche tracce.
– La cerchia esterna del castello di Milazzo.
– La cinta bastionata del Castello Matagrifone a Messina; rimangono solo numerosi ruderi, nascosti, abbandonati o, addirittura, integrati ed aggrediti da edifici residenziali.

Personaggi storici bergamaschi: Gabriele Tadino

tadino,personaggi-storiciGabriele Tadino (Martinengo, 1475 – Venezia, 4 giugno 1543) fu militare e ingegnere. Si arruolò nell’esercito della Repubblica di Venezia dopo aver completato gli studi nel campo delle scienze e difese militari. Nel 1513 ricevette l’incarico delle fortificazioni di Crema; nel 1522 contribuì alla difesa di Rodi contro i Turchi.  Nel 1529 fu nominato generale dell’artiglieria imperiale per la difesa di Vienna. Verrà sepolto a Venezia nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo dove, in quegli stessi anni, si stava erigendo per decreto del Consiglio dei Dieci, il monumento equestre ad un altro martinenghese importante: Bartolomeo Colleoni che il Tadino non conobbe essendo nato lo stesso anno della morte di questo. Continua a leggere

Personaggi storici bergamaschi: Alberico da Rosciate

alberico-rosciate,Alberico da Rosciate, in alcuni documenti citato come Alberico da Rosate e conosciuto anche come Alberico Rosciati (Rosciate, 1290 – Bergamo, 14 settembre 1354), fu giurista, letterato e ambasciatore.  Nacque sul finire del XIII secolo in una nobile famiglia originaria del borgo di Rosciate ma, della sua nascita non esistono documenti che ne attestino né il luogo, né la data precisa: le fonti più attendibili ritengono che sia venuto alla luce attorno al 1290 nello stesso paese in cui risiedeva la famiglia; altri propendono per il vicino paese di Villa di Serio e altri per Bergamo.
Nella famiglia erano presenti numerosi giuristi, tra cui emergeva la figura del padre, Tassio Rosciati, console, giudice e membro del consiglio degli anziani della città orobica già nel 1282. L’educazione di Alberico venne quindi indirizzata verso gli studi classici, completati poi all’università di Padova dove, evidenziando ottime capacità ed abilità, si laureò brillantemente in diritto civile e canonico, disciplina della quale assunse ben presto la cattedra.
Dopo aver ottenuto il dottorato si trasferì a Roma, dove entrò in contatto con gli ambienti della curia pontificia, curandone aspetti diplomatici. Dopo un successivo breve soggiorno a Bologna, ritornò a Bergamo verso il 1328. Continua a leggere

I Personaggi storici che rivivono nell’atrio della Mai

atrio Mai.jpgIl nobile atrio d’ingresso della Biblioteca, progettato dall’architetto veneto Vincenzo Scamozzi (1552-1616), misura metri 15×10 ed è coronato da varie opere scultoree e lapidi commemorative :

Leggìo :  denominato “Colonna Camozzi”, scolpito a forma di albero di quercia; sul tronco, la data “1849” ricorda i bergamaschi accorsi in aiuto dei bresciani durante le Dieci Giornate, 23 marzo-1 aprile. Sul piano inclinato, gli stemmi di Bergamo e Brescia. Dedicato ai fratelli Camozzi, conti e patrioti: – Giovanni Battista (1818-1906), storico, primo sindaco di Bergamo, 1860-1870, e senatore del Regno. –Gabriele (1823-1869), che profuse le sue ricchezze nell’arruolare volontari garibaldini.

Serie di 3 lapidi marmoree (secc. XIX-XX) sulle vicende riguardanti la Biblioteca :
1)  Epigrafe a memoria di Guiscardo Lanzi (Bergamo ?-1352), podestà di Milano, Genova, Brescia, Cremona, Piacenza, consigliere dell’arcivescovo Giovanni Visconti. L’iscrizione sepolcrale è “forse il primo od un de’ primi saggi della lingua volgare in Bergamo” (A.Mazzi).
2)  Lapide alla memoria di Bernardo Tasso (come il medaglione seguente).
3)  Lapide ricordo di Giacomo Costantino Beltrami (1779-1855), esploratore. Partecipò alla rivoluzione di Bergamo del 1797 e ricoprì incarichi nell’amministrazione napoleonica. Partì poi per l’America dove pubblicò il resoconto del suo viaggio europeo e scoprì le sorgenti del Mississipi (28-8-1823).
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Personaggi storici : Vincenzo Maria Coronelli

Coronelli.jpgVincenzo Maria Coronelli nasce a Venezia 16 agosto del 1650, terzo figlio di una famiglia molto numerosa. Nel  1660, all’età di dieci anni, si trasferì a Ravenna e qui imparò l’arte della Xilografia. Per xilografia (dal greco ξύλον, “legno” e γράφω “scrivo”), o, più italianamente, silografia, si intende l’incisione di immagini e, a volte, di brevi testi su tavolette di legno (le matrici) successivamente inchiostrate e utilizzate per la realizzazione di più esemplari dello stesso soggetto, su carta e a volte su seta, mediante la stampa con il torchio. L’abilità qui appresa dal Coronelli divenne fondamentale per la sua produzione successiva. Nel 1663, giovanissimo, entrò nell’Ordine francescano dei Frati Minori Conventuali, diventando un novizio nel 1665. Tutta la carriera “ecclesiastica” del Coronelli si svolse all’interno di questo ordine religioso, di cui divenne Ministro Generale nel 1701. Nel 1666, a soli sedici anni, dopo gli studi di matematica e geografia, pubblicò la sua prima opera, un “Calendario perpetuo profano”. Nel 1671, entrò nel Convento di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, e nel 1672 nell’ordine del Collegio San Bonaventura a Grottaferrata, Roma dove si laureò col dottorato in teologia nel 1674. Successivamente si specializzò anche in astronomia e in matematica euclidea.
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Personaggi Storici Bergamaschi : Il Condottiero Bartolomeo Colleoni

colleoni,martinengo,basella,malpaga,Bartolomeo nacque nel Castello di Solza nell’anno 1395 da famiglia guelfa.
Quando Bartolomeo aveva nove anni, il padre Paolo fu assassinato dai suoi cugini mentre la madre veniva incarcerata; pure dai cugini fu ucciso il fratello Antonio. Giovanissimo fu mandato da Filippo Arcelli, signore di Piacenza. In seguito passò al soldo di Braccio da Montone e poi di Jacopo Caldara che combatteva per Giovanna di Napoli, la quale si legò sentimentalmente al Bergamasco e lo insignì di un suo stemma fatto di due teste leonine unite da due bande.
Nel 1431 sotto il Carmagnola combatte per la Repubblica di Venezia contro Filippo Maria Visconti e sotto il Gattamelata contro il Piccinino.
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