La Fortezza è bellissima

Biblioteca Mai -atrioBellissima iniziativa alla Bblioteca A.Mai.  Nell’atrio della Biblioteca Civica Angelo Mai, è allestita la mostra dal titolo “La fortezza è bellissima”. Le Mura di Bergamo nelle raccolte della Biblioteca Angelo Mai. Con testi e immagini, libri antichi e moderni, documenti archivistici originali e in copia, dipinti e stampe, normalmente non visibili al pubblico, la mostra racconta la storia della fortificazione che trasformò la città di Bergamo nel primo baluardo occidentale in terraferma della Serenissima. Documenti rari e preziosi illustrano le vicende della realizzazione della cinta muraria – dalla progettazione all’apertura del cantiere, dalla ricerca delle maestranze alle resistenze della popolazione, dalla costruzione dei baluardi alle opere di abbellimento – e le vicende dei secoli successivi, tra evoluzioni architettoniche, riusi e valorizzazioni. Le Mura di Bergamo, da sempre oggetto di studio da parte di storici, architetti e urbanisti, sono proposte oggi all’attenzione dell’Unesco per essere dichiarate, con il più ampio sistema difensivo voluto da Venezia per i suoi territori, ‘patrimonio dell’umanità’, ma sono riconosciute ‘patrimonio della città’ di inestimabile valore storico e culturale da oltre quattro secoli. Curata dal Gruppo Volontari dell’Associazione Amici della Biblioteca Mai, la mostra rimane allestita fino al 10 gennaio 2015.

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Seminario a S. Agostino

S. Agostino di Bergamo: uomini, ambienti, libri, cultura

s-agostino.jpgSenza dubbio, il convento di Sant’Agostino costituisce una presenza strategica nel tessuto storico-monumentale di Bergamo, non solo per la posizione, che lo rende un punto di passaggio pressoché obbligato all’ingresso della città (qualora si utilizzi l’omonima porta, un tempo sulla via per Venezia), e per le sue imponenti vestigia architettoniche, ma soprattutto per la capacità di raccogliere percorsi storici distinti di grande rilievo nel disegnare l’identità culturale urbana.
Il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bergamo organizza un Seminario di cultura medievale e rinascimentale dal titolo “S. Agostino di Bergamo: uomini, ambienti, libri, cultura”. Continua a leggere

I Personaggi storici che rivivono nell’atrio della Mai

atrio Mai.jpgIl nobile atrio d’ingresso della Biblioteca, progettato dall’architetto veneto Vincenzo Scamozzi (1552-1616), misura metri 15×10 ed è coronato da varie opere scultoree e lapidi commemorative :

Leggìo :  denominato “Colonna Camozzi”, scolpito a forma di albero di quercia; sul tronco, la data “1849” ricorda i bergamaschi accorsi in aiuto dei bresciani durante le Dieci Giornate, 23 marzo-1 aprile. Sul piano inclinato, gli stemmi di Bergamo e Brescia. Dedicato ai fratelli Camozzi, conti e patrioti: – Giovanni Battista (1818-1906), storico, primo sindaco di Bergamo, 1860-1870, e senatore del Regno. –Gabriele (1823-1869), che profuse le sue ricchezze nell’arruolare volontari garibaldini.

Serie di 3 lapidi marmoree (secc. XIX-XX) sulle vicende riguardanti la Biblioteca :
1)  Epigrafe a memoria di Guiscardo Lanzi (Bergamo ?-1352), podestà di Milano, Genova, Brescia, Cremona, Piacenza, consigliere dell’arcivescovo Giovanni Visconti. L’iscrizione sepolcrale è “forse il primo od un de’ primi saggi della lingua volgare in Bergamo” (A.Mazzi).
2)  Lapide alla memoria di Bernardo Tasso (come il medaglione seguente).
3)  Lapide ricordo di Giacomo Costantino Beltrami (1779-1855), esploratore. Partecipò alla rivoluzione di Bergamo del 1797 e ricoprì incarichi nell’amministrazione napoleonica. Partì poi per l’America dove pubblicò il resoconto del suo viaggio europeo e scoprì le sorgenti del Mississipi (28-8-1823).
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I bellissimi Globi del Coronelli – 1

biblioteca-Mai,globi-coronelli,I Globi del Coronelli presenti a Bergamo sono a sezione perfettamente circolare, sia lungo l’equatore che lungo il meridiano; il globo terracqueo (quello terrestre) e l’uranico (quello celeste) hanno una circonferenza di m 3,33 e sono composti da 50 fogli sontuosamente decorati. Entrambi poggiano su basi sagomate di noce, congegnate per permetterne la rotazione, da dove si diramano quattro aste arcuate in ferro, terminanti a voluta. Queste aste sostengono l’anello ligneo dell’orizzonte razionale, sul cui disco sono incise una serie di informazioni fondamentali per il letterato e lo studioso di scienze della fine del Seicento: i segni zodiacali, il calendario (composto da 365 caselle con informazioni astronomiche) ed i nomi di otto venti: tramontana, greco, Ievante, scirocco, ostro (austro), libeccio, ponente e maestro. Il loro meridiano generale, in metallo, risulta fissato all’orizzonte razionale attraverso due intagli ed in corrispondenza del polo nord si trovano ancora la rosa dei venti con otto punte ed un dimostratore orario.
Il Globo Terracqueo, che delinea la distribuzione delle terre e delle acque, arricchito da cartigli, figure, stemmi, animali, velieri, navigli, battaglie terrestri e navali, carovane, scene di caccia e di pesca, esibisce perfino il ritratto del suo celebre costruttore. Su di esso, la California è ancora disegnata come un’isola e, per ogni paese, vi sono disegnati gli animali del luogo.
Il Globo Celeste illustra le costellazioni (i dodici segni dello zodiaco; figure mitologiche, artisticamente disegnate secondo le descrizioni della mitologia classica; immagini anche fantasiose di animali e simboli) e è scritto in 5 lingue: italiano, francese, latino, greco ed arabo.

L’abate Coronelli e i preziosi globi

coronelli,globi,biblioteca-maiStoricamente la domanda di “Globi” parte da una committenza principesca ed esigente, soprattutto nelle corti dell’Europa centrale e settentrionale. In Italia si consolidò l’arte dei globi rivestiti con carte terrestri o celesti, manoscritte e spesso finemente decorate. Il Coronelli fu tra gli iniziatori di questa arte. I globi più famosi del Coronelli si dividono in 2 gruppi: il primo gruppo comprende i Globi costruiti per il Duca di Parma e per Luigi XIV, unici per qualità artistica; il secondo gruppo comprende quelli costruiti a partire dal 1688, frutto dell’esperienza oramai maturata. Anzi, proprio la qualità dei globi fatti per Luigi XIV creò la “domanda” dei successivi globi del Coronelli. La notorietà dei 2 globi del Coronelli fu tale che scatenò la richiesta da parte delle migliori committenze, desiderose di adornarne le proprie biblioteche con questi elementi non solo scientifici ma soprattutto artistici.