Arrivano i Francesi a Bergamo

francesi a bgDopo il 15 Dicembre 1796, dunque, il Bonaparte avrebbe decretato di occupare Bergamo e la sua Cittadella a mano armata. Cristoforo Tentori ci trasmette il racconto di questa “perfidia” sua e dei Francesi a mezzo dei Dispacci dell’ormai arcinoto Vice Podestà Alessandro Ottolini.
Nel giorno dunque 24 Dicembre il N.H. Rappresentante di Bergamo scrisse al Senato il seguente Dispaccio.
SERENISSIMO PRINCIPE
Da Cassano arrivarono improvisamente a Stezzano questa sera alcuni soldati di Cavalleria Francese comandati da un Uffiziale, il quale poi comparve a questa parte, e mi presentò una Lettera del General Baraguey d’Hilliers Comandante la Lombardia…
Tale lettera, prima di giungere al Vice Podestà di Bergamo, Autorità legittima per le Terre di Stezzano, era stata indirizzata ai “Capi dei Comuni”, e Ottolini non manca di rilevare questa scorrettezza dei Francesi, che in effetti già la dice lunga sul loro intento di esautorarlo.
Quel che è più grave, è che la missiva informa dell’arrivo in quelle Terre, “prima della notte corrente”, di quattromila soldati di Fanteria e di 900 di Cavalleria, “sotto il comando d’un Generale di Brigata, ancora ignoto”.
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Iniziativa per Unesco… ma non solo

Gli incontri di “divulgazione” e “coinvolgimento” : ci si chiede anche perché non siano ancora previsti nei programmi scolastici dei corsi di cultura e storia locale ??

La porta del morto .. in “storie dimenticate”

porta del mortoChi vuole andare alla ricerca di sussulti e brividi nelle strette vie medievali di Città Alta non ha che l’imbarazzo della scelta. Non basta però volgere lo sguardo incantato alla storica Piazza Vecchia o alle facciate monumentali, occorre aguzzare la vista, puntare i dettagli, sbirciare fra le pietre. È lì che si annidano macabri racconti, che narrano le gesta dei boia e i lamenti dei condannati al rogo o all’impiccagione. C’è qualcosa di funereo, che si può toccare decisamente con mano, in alcune vie di Città Alta che i turisti percorrono quotidianamente, senza conoscere le pagine di una storia tutt’altro che felice. Una di queste è via Rocca. Salendo, sul lato destro, dopo poche decine di metri, si nota sulla facciata di un’abitazione un susseguirsi di porte sormontate da archi, attaccati l’un l’altro. Questo è uno dei palazzi più antichi di Bergamo Alta. Una lapide ricorda che qui ebbe sede (dal 1300) il Consorzio della Misericordia (MIA), istituzione a favore di poveri, malati, religiosi e bisognosi. È probabile che in questo edificio, un tempo, si svolgessero anche attività artigianali o di commercio. Fra queste porte d’ingresso, la terza e la quinta porta sono decisamente più strette rispetto alle altre e appaiono murate. Sono le «Porte del morto». Continua a leggere

Segni nella pietra

Ogni pietra di Città Alta trasuda di storia. Sembra una frase fatta. Ma non è così. Qui ogni sasso cela davvero un tassello del passato, ogni masso racchiude testimonianze remote, ogni frammento custodisce epiche memorie. Per le folle domenicali che la prendono d’assalto, la città chiusa dalle Mura ruota tutt’attorno ai monumenti e alle chiese del quadrilatero di Piazza Vecchia, si snoda lungo la Corsarola che sbuca alla Cittadella e a Colle Aperto, capolinea della salita a San Vigilio. Città Alta «mordi e fuggi» è soprattutto questo.
Eppure proprio lungo i tour canonici, i «forzati» di via Colleoni non notano tracce in apparenza semplici, indecifrabili, se non addirittura insignificanti che nascondono pagine di storia tutte da sfogliare. Una sigla scolpita su un travertino, un graffio su un muro, una croce fra i sassi delle mura, un anello di ferro imprigionato in una colonna, sono testimonianze che meriterebbero di essere riscoperte e valorizzate.
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Seminario a S. Agostino

S. Agostino di Bergamo: uomini, ambienti, libri, cultura

s-agostino.jpgSenza dubbio, il convento di Sant’Agostino costituisce una presenza strategica nel tessuto storico-monumentale di Bergamo, non solo per la posizione, che lo rende un punto di passaggio pressoché obbligato all’ingresso della città (qualora si utilizzi l’omonima porta, un tempo sulla via per Venezia), e per le sue imponenti vestigia architettoniche, ma soprattutto per la capacità di raccogliere percorsi storici distinti di grande rilievo nel disegnare l’identità culturale urbana.
Il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bergamo organizza un Seminario di cultura medievale e rinascimentale dal titolo “S. Agostino di Bergamo: uomini, ambienti, libri, cultura”. Continua a leggere

Personaggi storici bergamaschi : Mosè Del Brolo

mosè-brolo,liber-pergaminusMosè Del Brolo (Bergamo 1080 ca – Ravenna 1157 ca) fu arcivescovo, poeta, grammatico e traduttore. La vita di Mosè del Brolo è avvolta dalle nebbie della storia altomedievale, scarsa di fonti e di riferimenti anagrafici. Citato per la prima volta da Pinamonte da Brembate nel 1230, è stato per molto tempo al centro di numerose dispute volte ad identificarne la collocazione temporale. Nel basso medioevo e nei secoli successivi era infatti ipotesi comune collocarlo tra il VI ed il VII secolo, facendolo appartenere alla famiglia Mozzi (come affermato dal Pellegrino) o, secondo l’ipotesi del Lupi, alla famiglia Albani. A tal riguardo, Padre Donato Calvi sosteneva che questi fosse segretario dell’imperatore bizantino Giustiniano, il quale gli commissionò una descrizione di Bergamo, la sua città.  L’infondatezza di tutte queste teorie fu evidenziata, all’inizio del XVIII secolo, da Ludovico Antonio Muratori che nella sua opera Rerum Novarum Scriptores indicò Mosè Del Brolo vissuto tra l’XI ed il XII secolo, evidenziando il fatto che lo scrittore bergamasco faceva riferimento al Vescovo di Bergamo Ambrogio, vissuto anch’egli nel XII secolo. Tuttavia la tesi del Muratori fu a lungo contrastata da Guerrini e Ferdinando Caccia, per essere poi accettata e considerata universalmente a partire dal XIX secolo. Nato a Bergamo dalla famiglia Del Brolo, fu avviato agli studi religiosi giungendo fino all’ordinazione. Continua a leggere

Bergamo nella Storia

bergamo-storia

Girando qua e là tra i libri di storia e di storia locale, è nata l’idea di questo “bigino”… una sorta di storia bergamasca comparata, nei rientri, con quando avveniva contemporaneamente in Italia, in Europa e nel mondo. Alcune date della storia più antica variano a seconda dell’autore/ricercatore e sono pertanto da ritenersi approssimative. Si tratta di un “work-in-progress” e quindi seguiranno probabilmente degli ampliamenti e miglioramenti ed è aperto anche ai suggerimenti di chi volesse prenderso la briga di dargli un’occhiata…

Bergamo scomparsa: le Torri

bergamo-scomparsa,torri,case-torri,angelini,Per ritrovare l’aspetto delle numerose torri cittadine segnalate nella pianta ricostruttiva di Sandro Angelini, possiamo solo far riferimento agli edifici ancora esistenti, anche se modificati nel corso del tempo. Oltre alla già esaminata torre di Adalberto, rimasta, riteniamo, pressoché intatta, la torre di Gombito che emerge con il suo nitido profilo all’incrocio principale della città, là dove si incontravano il cardo e il decumano romani.
Costruita all’inizio del XIII secolo, la sua compatta muratura in arenaria grigia originariamente si apriva solo negli stretti tagli verticali delle feritoie e nelle monofore verso la sommità. L’unico accesso, ora murato sul lato est, era a otto metri dal suolo. Attraverso di esso comunicava con la casa adiacente, con la quale formava un complesso unitario.
Le modifiche avvennero nel XVI secolo con l’inserimento di una bottega a piano terra e la conseguente apertura di un ingresso e di una finestra. La casa adiacente era già stata completamente ricostruita con un voltone archiacuto. Verso la via Mario Lupo restano trecce di mensoloni in pietra nera sporgenti a circa sei metri dal suolo che rivelano la successiva presenza di un porticato e forse di un’altra bottega.  Continua a leggere

La Bergamo veneta del 1751 vista da GiamBatista Albrizzi

La storia di Bergamo e la sua situazione “naturale, politico e morale” tratteggiata nella relazione di GiamBatista Albrizzi.
G.Albrizzi fu un “giornalista” e editore veneziano. Pubblicò numerosi libri illustrati e mappe ed anche una edizione monumentale della “Gerusalemme Liberata” (1745) in due volumi.
Bergamo veneta del 1751.jpgQui di seguito, l’estratto di tutte le pagine relative alla nostra città :
Lo stato presente di tutti i paesi e popoli del mondo – Bergamo