Le Miniere di Astino

Fortunatamente, grazie all’impegno di molti, la nostra città ha potuto assistere al recupero di uno dei tanti suoi gioielli, ossia l’antico Monastero Vallombrosano di Astino che per molti anni era stato abbandonato e condannato alla rovina.
Astino - le miniere - BgpostMa un recente articolo di BergamoPost (che si può leggere interamente cliccando sul precedente link) ha riacceso le luci anche su di un’altra particolarità presente nella Valle di Astino ma la cui esistenza è sconosciuta ai più: La Miniera di Marna.
Negli Anni Novanta, su segnalazione di abitanti della zona, alcuni speleologi ne ritrovarono l’ingresso e iniziarono un’attività di esplorazione e censimento cartografico. L’area al tempo era aperta e quindi liberamente esplorabile. Una risorsa interessante per i bergamaschi dal punto di vista della conoscenza della storia del territorio. Le cave di marna di Astino sono un percorso unico nel suo genere: oltre mille metri di gallerie nella collina, con angoli degni di nota...”. L’articolo rileva però che oggigiorno la possibilità di una visita guidata è preclusa a causa di un “canone” che la MIA, proprietaria della zona, richiederebbe ai Volontari disposti ad effettuarla. Per chi volesse approfondire l’argomento, sono disponibili due brevi dispense che si possono scaricare cliccando sulle seguenti immagini, mentre si auspica che M.I.A. possa rivedere la richiesta fatta ai Volontari che, per loro natura, non dispongono di finanziamenti, rendendo fruibile ai cittadini un altro pezzo della loro Storia.
Astino - le miniere - L_Dall'Olio1 Astino Nottografia_miniera

San Vigilio svendesi….

171008 vendesi S_Vigilio bScongiurata la funesta proposta di vendere Palazzo Suardi che aveva causato una levata di scudi di Associazioni e Partiti, un altro pezzo storico della Città sta per essere venduto in un assordante silenzio!
Eppure la lungimirante Amministrazione del 1957 (Sindaco Simoncini che impresse un notevole impulso alla crescita civile, culturale, economica, sociale e urbanistica della città) con notevole sacrificio aveva acquisito l’intera proprietà del Castello di San Vigilio affinché l’intera cittadinanza potesse goderne. Recentemente un pezzo era già stato venduto (e diverrà presto un moderno B&B) e ora un secondo pezzo (proprio quello dove sorgeva l’antica CAPPELLA che diede a lungo il nome alla località) sta per essere venduto…. e non solo, visto che le basi d’asta sono andate deserte, ma verrà SVENDUTO. Eppure parliamo di una zona che recentemente è stata riconosciuta di valore mondiale dall’UNESCO!!
Strano non si sia ancora pensato a vendere i baluardi acquistati nel 1825 dal Podestà Rocco Cedrelli. Certo, già nel 1812, fu svenduto il Forte di San Marco ma allora bisogna finanziare le guerre di Napoleone. Oggi, con un omonimo non altrettanto attento, la nostra città, che è senz’altro più ricca che nel 1825 e nel 1957, svende i propri gioielli (non dimenticheremo certo la perdita della visuale dopo il vergognoso “Muro” di via Autostrada, la “lunetta” di San Giacomo, ecc.) e rovina i restanti (Parco Faunistico, i Vasi, ecc.); i futuri Bergamaschi ringraziano!!

Interessantissima iniziativa

la cinta romana

la cinta romana

VISITA GUIDATA ALLA BERGAMO ROMANA
(primo servizio guida di un intero ciclo che porterà alla scoperta della storia di Bergamo dai primordi fino all’era medioevale,
transitando per quella rinascimentale – barocca – neoclassica per approdare infine a quella moderna!)

DATA AGGIUNTIVA SEGUITO RICHIESTE
SABATO 18 MARZO ORE 15.00

DATA ANCORA DISPONIBILE
VENERDì 24 MARZO ORE 15.00

Ritrovo Colle Aperto – Bergamo Alta – lato ingresso Cittadella
Costo €8 comprensivo di ingresso Museo Archeologico Sezione romana e servizio guida

PRENOTAZIONE O B B L I G A T O R I A tosca.rossi@gmail.com

Acquedotto Magistrale: un magnifico regalo alla città

Quattro anni di ricerche e rilievi sul campo e, con il contributo di Uniacque, il Gruppo di Volontari delle Nottole, oltre alle numerose opere scaricabili dal loro sito, hanno portato a termine quest’opera che regalano alla città di Bergamo. A loro un ringraziamento lungo almeno quanto l’Acquedotto Magistrale!!
Nottole - Acquedotto magistrale

Bergamo scomparsa: la difesa della Bastia

Il colle della Bastia, noto nel Medioevo come “Mons Milionis” è il più ato dei colli di Bergamo misurando 509 metri sul livello del mare. Più alto di soli 14 metri rispetto al colle di San Vigilio e da esso distante non più di “300 passi”.
Si trova però in una posizione che permette allo sguardo di spaziare su tutto il gruppo dei colli e di dominare in particolare la valle San Martino. Quest’ultima fu per tutto il periodo della dominazione viscontea un centro molto attivo di resistenza guelfa. In particolare intorno al 1370 essa si ribellava violentemente, sollecitata dal conte di Savoia Amedeo VI che aveva iniziata una campagna antiviscontea nel tentativo di espandere i propri territori verso Oriente.
Il conte aveva costruito un ponte sull’Adda presso Brivio, conducendo il suo esercito in territorio bergamasco.
Anche a Bergamo correva voce di una possibile intesa con le truppe del Savoia. Bernabò inviò allora nella nostra città un esercito capitanato dal figlio Ambrogio,il quale provvide all’arresto di tutti i capi guelfi e si preparò a resistere ad un eventuale attacco fortificando le difese.
In tale occasione fu edificata la Bastia che da allora diede il nome al colle. L’opera risulta compiuta il 2 maggio 1373. Non sappiamo se fosse già in muratura oppure una costruzione provvisoria in legno. Alla fine del Cinquecento erano comunque ancora visibili le fondamenta di una torre all’interno della quale era una cisterna. Un’altra cisterna si apriva a pochi passi di distanza. Continua a leggere

Le “scalette di Bergamo”

scaletteTornano periodicamente, e fortunatamente, ad accendersi i riflettori sui nostri antichi percorsi. Si può leggere l’intero articolo “visita guidata alle scalette” e vedere i precedenti articoli del blog : “scalette e antichi percorsi” del 25/08/2014 e dello 02/04/2012.

Una gran bella domanda…

150505 pulizia forte s-marcoAh! già, c’è anche il Forte di San Marco… Non solo, da anni, vengono richiesti piani di manutenzione del nostro maggior monumento, ma ora è arrivato il momento che, se vorremo fregiarci di Patrimonio dell’Umanità, dovremo preparare un “Piano di Gestione” nostro che confluirà in quello più ampio del sito seriale. Ma perchè non si è voluto coinvolgere un gruppo di “veri esperti” (e in città non mancano) come si fece negli anni ’70 quando ebbe luce il libro “Le Mura di Bergamo” dell’allora Azienda Autonoma per il Turismo, che rimane tuttora l’opera fondamentale sull’argomento??