… ma quanto ci costa ‘sto Demanio??

L’amministrazione cittadina ha recentemente rinunciato alla proprietà del perimetro delle Mura Veneziane, offertaci gratuitamente dal Demanio (mentre altre città in passato se le erano “acquistate” pagandole) grazie alla legge sul Federalismo Demaniale. Ciò avrebbe permesso una più agile gestione dello stesso (unificato così alla proprietà delle porte, parapetti, viadotti e relativi accordi di manutenzione) con l’accordo con i propri cittadini proprietari dei terreni confinanti sopra e sotto di esso. La motivazione ufficiale fu: “Costerebbe troppo la manutenzione…” ma in pratica non si sapeva neppure di cosa si parlava. Infatti non era avvenuto nessun sopralluogo né stilato alcun preventivo! Altre le priorità, come togliere i divisori alle panchine! E vediamo ora che, come era fin troppo facile prevedere data la mancanza di interesse del Demanio per Bergamo, il Comune è costretto a intervenire ugualmente in proprio per evitare crolli sulla parte nord; e così un primo investimento di 300.000 euro (che sembrano uno sproposito in confronto al lavoro di pulizia gratuito finora offerto dei volontari) per il solo Baluardo di Valverde. E, se questo comunque merita un plauso (hai visto mai..), c’è da rimaner perplessi nel leggere nella previsione di spesa per le Opere Pubbliche la cifra di 900.000 euro per la IBCAA - Rocca - vincolo 1981“sistemazione” della “Casa della Marchesa“. Ma per quale motivo fare questo regalo al Demanio che ne è il proprietario??? Siamo alla pazzia e Giovanni da Lezze si sarà rivoltato nella tomba… vendiamo il Castello di San Viglio per far soldi e li spendiamo perché non siamo capaci di far intervenire lo Stato per far riparare una sua proprietà che da anni ne impedisce il pieno utilizzo ai nostri cittadini e ai turisti!!
E non è finita… gli stessi, cittadini e turisti, da anni non possono effettuare l’intero giro del perimetro del Parco delle Rimembranze per il pericolo di crolli del muraglione nord… quando il Demanio interverrà sulla impresa che ha causato il danno e fisserà un termine per il ripristino dell’area? ….eppure i Bergamaschi han continuato a pagare le tasse…
N.B.: nel Vecchio Inventario dei Beni Culturali di Bergamo, a firma di un appassionato come Sandro Angelini, il consiglio era di abbattere completamente quella costruzione posticcia “della Marchesa”.

Il Castello di Bergamo sul Colle di S.Vigilio

180101 San Vigilio - corseraSi apprende da un recente articolo sulla stampa cittadina che ci sono voluti tre anni per avere l’approvazione alla vendita della casa del custode del Castello di Bergamo. A questo punto dovrebbe scattare l’applauso per l’Assessore al Patrimonio per essere riuscito a far togliere alla Soprintendenza i vincoli su un monumento storico!! E’ vero, quell’edificio in vendita non è del XVII° secolo ma fu costruito nell’800 su un’area dove sorgeva l’antica Cappella dedicata a Santa Maria Maddalena e una polveriera della guarnigione veneta (Deleidi -1815)
Polveriera Castello S.Vigilio - Deleidi 1820 …e, semmai, bisognerebbe, ora che siamo Unesco, avere il coraggio di abbatterlo per ripristinare la fortezza originale.


Francamente è chieder troppo a chi si preoccupa di far cassa vendendo, anche se ora la stretta economica non è più così stringente come negli anni scorsi, mentre, nonostante la frequentazione turistica, lascia un monumento nello stato in cui si trova (foto sotto). E i complimenti arriveranno anche da coloro che nel 1960 fecero sacrifici per restaurare un bene pubblico cittadino (foto sopra).

Per chi volesse approfondire la conoscenza storica del nostro Castello, si consiglia l’ottimo articolo a cura di G.Gelmini che si trova in rete a questo link e le ricerche sul campo effettuate dalle Nottole.

Udite, udite… qualcosa si muove sul lato nord-ovest delle Mura

Mura Venete, il Comune interviene sul baluardo di Valverde

Naturalmente qualche appunto è d’obbligo: “Se ne parla da tempo, diversi anni ormai, ma nessun intervento è stato effettuato nei due decenni scorsi (vero, infatti l’ultima richiesta ufficiale – esaudita – è del novembre 1999 – vedi articolo sottostante), soprattutto per via della difficoltà ad accedervi (Noo, soprattutto perché questo tipo di intervento – cioè 3 grosse piante cresciute sul rivestimento murario con pericolo di crolli – toccava al proprietario Demanio – vedi articolo sottostante): si tratta del baluardo di Valverde delle Mura di Bergamo, sul versante nord del sistema difensivo veneziano di Bergamo Alta (certo, meglio precisare!).
Ci vorrà molto lavoro per rimuovere la vegetazione che nei decenni scorsi è cresciuta e ha prosperato su questo tratto di Mura (e qui, se si parla di “vegetazione” e non si precisa “tre alberi pericolanti – motivo per il quale la parte nord-ovest è stata esclusa dalla convenzione con i volontari – la gente si chiede: ma non c’erano quelli di Orobicambiente?).
Il tratto tra le porte Garibaldi – Sant’Agostino – San Giacomo – Sant’Alessandro è stato oggetto, nel corso degli ultimi 15 anni, di interventi di restauro piuttosto articolati che ne hanno garantito una buona conservazione tanto da richiedere solo interventi puntuali su alcune parti specifiche (vero, grazie al lavoro di volontari, anche alpini, che le hanno mantenute pulite impedendo la crescita di alberi e, guarda caso, in tutte le parti dove la proprietà è quasi tutta comunale … meno il Baluardo di S.Alessandro, dove il Seminario ha, ancora recentemente, negato l’accesso! ). Discorso molto diverso per il tratto compreso tra le Porte Sant’Alessandro e Garibaldi (ossia, il Forte di San Marco, con proprietà private sia sopra che sotto… e questo è proprio il vero punto… fare patti chiari coi proprietari confinanti! Curia compresa! … ma vediamo di non far fumo e confusione… in quel tratto i baluardi sono sei, non solo quello di Valverde!) e questo ha determinato la crescita incontrollata della vegetazione portando a danni e a dissesti, seppur sempre localizzati (infatti sul baluardo di Valverde sono solo due, forse tre), nella cinta muraria.
L’intervento, che il Comune prevede, si struttura in due parti: nel 2018 sarà il momento della sola rimozione della vegetazione, con taglio a raso di tutte le piante presenti sulle mura (cioè tre piante su un baluardo… un pò troppo!), in modo da portare in vista il muro attualmente nascosto dalla vegetazione presente. La procedura per l’assegnazione dei lavori è già stata avviata dall’Assessorato ai LL.PP. (bene, anche se così si paga un intervento che sarebbe toccato al Demanio – a dimostrazione del suo disinteresse più volte sottolineato – e per buona parte del quale si era rinunciato alla cessione gratuita).
Sarà così possibile procedere alla seconda fase, ovvero al rilievo con tecnologia scan-laser (che sarà offerto gratuitamente dalla ditta bergamasca Ecogeo) …… ecc. (ok.. repetita juvant).
L’intervento avrà un costo di 200mila euro (!! ma come… per togliere massimo 3 piante su un baluardo!! – quanto sarebbe costato allora il lavoro dei volontari su tutto il perimetro?), di cui 100mila euro a carico dell’Amministrazione Comunale e 100mila di contributo da parte di Fondazione Cariplo. Questo intervento è il terzo, e ultimo, nell’ambito di cofinanziamento di opere da parte di Fondazione Cariplo….
“Continua l’opera di cura che questa Amministrazione sta portando avanti sulle Mura, – aggiunge l’Assessore all’Ambiente Leyla Ciagà (ma non se ne occupava l’Assessorato ai LL.PP.?), – grazie anche al cofinanziamento Cariplo (ok.. repetita juvant), al contributo scientifico dell’Università di Bergamo (e cioè ? ci fornirà forse il rilievo materico e il degrado gratuitamente ??) e all’azione pressoché quotidiana dei volontari di Orobicambiente che in questi giorni stanno rimuovendo la vegetazione infestante sulle Mura in corrispondenza di via Cavagnis (giusto a proposito… sugli altri baluardi del Forte di San Marco).”
L’intervento sul baluardo(ripetiamo… nontra le Porte Sant’Alessandro e Garibaldi” perché lì i baluardi sono sei) viene svolto interamente dall’Amministrazione comunale che si è presa carico negli anni scorsi degli interventi di manutenzione ordinaria (sulla cinta muraria come dal 2000, vedi convenzione, facendolo fare gratuitamente ai Volontari… intendiamoci: parapetti, porte, viadotti sono del Comune e ad esso comunque toccava la manutenzione). Gli interventi più complessi, ad esempio di consolidamento statico, rimangono di competenza del Demanio che è il proprietario delle Mura (a eccezione delle porte (quattro delle cinque), dei parapetti e del viadotto di San Giacomo (… e di Sant’Agostino e di San Lorenzo), tutti di proprietà comunale).
…e la breve parte seguente, ripetitiva e riempitiva, non interessa più il baluardo di Valverde… tutto qui, 3 piante su 1 baluardo! Manca solo di dire che è il piano di ristrutturazione per l’Unesco! Poche idee ma ben confuse..

Pietre nuove… anche in Cittadella!!

170522 pietre nuove cittadellaC’era una volta… un’organismo chiamato Sovrintendenza ai Beni Culturali. Ma ovvio chiedersi perché sempre “dopo”?? Così come ovvio chiedersi perché attendere sempre lo “Stato”… non esiste proprio in città un gruppo di esperti, appassionati della storia e dello sviluppo della stessa, che possa esprimere vincolanti pareri e suggerimenti agli uffici comunali e ai politici soggetti a un quinquennale ricambio?
170522 pietre nuove cittadella- capellini170521 deposito pietre anticheIn questi tempi in cui il “recupero” è diventato importante, esiste senz’altro un commercio di materiale edile “storico”; inoltre, era, sia per privati che per Comuni, antica e ottima abitudine conservare e riutilizzare materiale, che ha ancora un valore, proveniente da demolizioni; sarà stato così per l’area della Montelungo??

Proseguono gli annunci, ma..

Ancora annunci di grandi lavori… abbiamo pietito e ci è stato concesso di fare le pulizie in casa nostra, con una nuova convenzione che ricalca la precedente del 2000 (vedi articolo sotto, di cui l’Amministrazione non sapeva l’esistenza!), ma ancora nessuna richiesta di intervento serio al Demanio sul lato nord-ovest che è il più pericolante…
150805 eco - mura 12 150805 eco - mura 22
ANNO 200020000109 accordo manutenzione mura

La Rocca “cede”… non ci sono soldi.

150528 rocca cede - eco 150528 rocca cede -corsera Alcune considerazioni : 1) Ma l’assessore Brembilla è quello stesso che, come consigliere di minoranza, tuonava contro l’immobilismo e la possiibilità di fare “solo” manutenzioni?
2) 800.000 € per ripristinare quel rimasuglio del “Palazzo della Marchesa” (nelle schede del vecchio inventario dei Beni, S.Angelini nel 1974 ne consigliava l’abbattimento) mentre per tutte le Mura si prevedono 200.000 €?
3) Ma qualcuno sa che, come appare chiaramente nella scheda dei vincoli n° 198, tutta l’area è del Demanio? Ovviamente sì; e allora qualcuno ha fatto una “corretta” segnalazione al proprietario? Ma tanto la Stato non interviene… e allora 4) Quando si è rifiutata la proprietà delle Mura, non si sapeva che anche lì lo Stato non sarebbe intervenuto per sistemare il lato nord fino al suo definitivo crollo??

Una gran bella domanda…

150505 pulizia forte s-marcoAh! già, c’è anche il Forte di San Marco… Non solo, da anni, vengono richiesti piani di manutenzione del nostro maggior monumento, ma ora è arrivato il momento che, se vorremo fregiarci di Patrimonio dell’Umanità, dovremo preparare un “Piano di Gestione” nostro che confluirà in quello più ampio del sito seriale. Ma perchè non si è voluto coinvolgere un gruppo di “veri esperti” (e in città non mancano) come si fece negli anni ’70 quando ebbe luce il libro “Le Mura di Bergamo” dell’allora Azienda Autonoma per il Turismo, che rimane tuttora l’opera fondamentale sull’argomento??

Riassumiamo… cura e proprietà delle Mura

aerea da sud 2 bIn un momento in cui tutte le città (Cittadella – bellissima, Verona – che ha fatto il parco delle Mura, Brindisi, Taranto, Barletta Padova – che organizza tour delle sue mura e che prevede una sua spesa di 30 milioni nei prossimi 15 anni-  Lucca, che ha costituito addirittura “L’Opera delle Mura” –vedasi il sito- ecc.) si danno da fare per la valorizzazione dei propri beni monumentali, Bergamo resta ancora impantanata col Demanio.
A luglio 2014, in seguito all’approvazione della legge sul Federalismo Demaniale, arriva al Comune la proposta di cessione gratuita che viene però rifiutata!!
Così le Mura Venete di Bergamo hanno ancora oggi un padrone di casa lontano, il Demanio, quello che da sempre ne ha trascurato il mantenimento.
Del 2010 l’ultima richiesta per la cessione gratuita al Comune di Bergamo presentata in Parlamento, mentre il Consiglio Comunale più volte negli anni scorsi si è espresso all’unanimità facendo chiaramente intendere che le Mura devono essere di piena proprietà solo dei cittadini bergamaschi. Tutti d’accordo che le Mura sono, oltre che un grande bene storico e il maggior monumento, anche una grande opportunità per la visibilità e il turismo che solo la città (e non lo Stato) può valorizzare.
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