Festeggeremo ogni 9 Luglio…

Forse perché il 9 Luglio 2006 l’Italia a Berlino, battendo la Francia, vinse il mondiale di Calcio? No… forse perché in quella data l’Argentina di Bergoglio ottenne l’Indipendenza? No… Allora perché sono i compleanni di Darwin, di Roberto Gervasio, di Tom Hanks…? No, No… Il 9 LUGLIO 2017 entra in agenda perché a Cracovia la 41° riunione del Comitato Unesco ha riconosciuto il valore delle nostre MURA, portandole, con altre cinque città altrettanto “murate” dalla Repubblica di Venezia, all’attenzione del mondo: un passo importante per l’intera città di Bergamo.
In questi giorni, in molti si sono proposti come padri dell’iniziativa ma, unendola alla unica seria documentazione, presente su questo blog, si segnala  ora unicamente la seguente lettera inviata alle redazioni dei quotidiani cittadini:

Spett. redazione voglia pubblicare la seguente lettera:
19991214 nasce amici mura b“Il 22 novembre 1999, davanti al notaio Dott. Giuseppe Nosari, si costituiva l'”Associazione Amici delle Mura di Bergamo“. Tra i numerosi obiettivi del nostro Statuto (conservazione, valorizzazione, internazionalizzazione, ecc.) vi era un traguardo ambizioso: fare inserire le nostre Mura Veneziane nel patrimonio dell’Umanità.
In quella piovosa giornata di novembre un seme era piantato. Con altri lo abbiamo coltivato e con altri ancora ne raccoglieremo i frutti. L’intera città di Bergamo ne trarrà sicuramente benefici ed esprimo perciò grande soddisfazione per il proficuo lavoro, svolto perlopiù senza clamore, dai nostri associati e simpatizzanti.”
“Edoardo Rho – Tessera n° 1 dell’Associazione Amici delle Mura di Bergamo”

Personalità bergamasche : Piero Brolis

piero_brolis bLo scultore Piero Brolis (Bergamo, 10/10/1920 –14/06/1978) nacque nel quartiere di Borgo Palazzo ultimogenito di Cesare e di Giuseppina Longhi. Frequentò dapprima la Scuola d’arte Andrea Fantoni e poi l’Accademia Carrara dove ottenne premi, attestazioni e la licenza nel 1939. Nel luglio 1942, durante una breve licenza-premio (nel 1941 era stato chiamato alle armi nell’Aeronautica sul fronte Mediterraneo dove ottenne la croce al valor militare) conseguì il diploma di maturità artistica a Milano presso il liceo artistico di Brera.
Tornato al fronte, nel maggio del 1943 fu fatto prigioniero in Africa dagli anglo-statunitensi e trasferito negli Stati Uniti. Nei campi di prigionia gli fu tuttavia consentito di svolgere attività artistiche di vario tipo destando l’interesse della stampa locale.
Rimpatriato nel gennaio del 1946 insegnò il disegno nelle scuole statali fino al 1971, dedicandosi contemporaneamente alla scultura, alla grafica, alla pittura e alla medaglistica, prendendo parte a concorsi locali e nazionali, a mostre collettive locali, nazionali ed internazionali, e ottenendo premi e riconoscimenti.
Dal 1949 al 1958 collaborò con lo scultore Arrigo Minerbi con il quale realizzò numerose opere.
Dal 1957 al 1963 si dedicò prevalentemente alla realizzazione di opere pubbliche a Bergamo, tra le quali la Pietà in marmo per il Tempio Votivo (1953), il Portale bronzeo per la Chiesa di San Marco (1959), e, su disegno architettonico dell’Ing. Luigi Angelini, i Leoni Alati sulle porte di San Giacomo e di Sant’Agostino (1958) oltre diversi Monumenti ai Caduti nella Bergamasca.
Nel 1960, gli fu conferita dal Presidente della Repubblica la medaglia di bronzo riservata ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte. Continua a leggere

i Leoni Alati di Bergamo

Il Leone di San Marco o Leone Alato è la rappresentazione simbolica dell’evangelista san Marco e divenne simbolo di Venezia dopo che il corpo del santo fu trafugato ad Alessandria d’Egitto da due mercanti veneziani e portato a Venezia il 31 gennaio dell’829.
Nell’iconografia cristiana il leone simboleggia la forza della parola dell’Evangelista e le ali l’elevazione spirituale. Nel libro aperto che comunemente appare sotto la zampa anteriore destra si legge la scritta: “Pax Tibi Marce Evangelista Meus” e si riferisce al sogno che una notte avrebbe avuto San Marco di passaggio nella Laguna di Venezia, durante il quale un Angelo, sotto forma di leone alato, si sarebbe rivolto all’Evangelista dicendo “Pace a te, Marco, mio evangelista, qui riposerà il tuo corpo”.
Il Leone di San Marco, simbolo della città di Venezia e della sua millenaria Repubblica Serenissima, compare in tutte le città che hanno fatto parte del suo territorio (solitamente nelle piazze principali e nei palazzi storici) e lo si trova in bandiere, gonfaloni, stemmi, statue e monete.
Compare anche nella bandiera navale sia mercantile che militare della Repubblica Italiana.
Anche a Bergamo, come in tutte le città in cui la Serenissima costruì mura di difesa, il simbolo fu posto sui frontoni delle porte di accesso alla città.
Gli originali andarono però perduti nelle successive occupazioni (francese, austriaca e sabauda che nei timpani dedicati posero i propri simboli).

Oggi li possiamo di nuovo ammirare nei siti originali grazie all’Amministrazione bergamasca del 1958 che pensò con lungimiranza al restauro delle porte. Su disegno e direzione lavori del grande Luigi Angelini, il nostro eccellente scultore Piero Brolis realizzò e donò alla città quelli di Porta S.Agostino e Porta S.Giacomo mentre quella di Porta S.Alessandro fu un dono della città di Venezia in memoria dei 350 anni di collaborazione e fedeltà.
leone_alato_porta_sant_agostino leone_alato_porta_san_giacomo leone alato porta sant_alessandro
1935 porta s-Lorenzo b Solo Porta S. Lorenzo non si fregia di alcuna scultura. Anni or sono era visibile sopra l’arco d’ingresso un leone dipinto e molto scolorito; poi il tempo e le intemperie hanno finito col cancellarlo.
Oggi un Leone Alato è anche la guida alla presentazione per l’Unesco delle nostre Mura nel cartone animato realizzato da Bruno Bozzetto.

I sette colli di Bergamo

Un articolo comparso tempo fa su BergamoPost sui “sette colli di Bergamo”, ci porta a ripercorrere per sommi capi l’evoluzione della nostra città.
sette colli di Bergamo 1a sette colli di Bergamo 1b sette colli di Bergamo 1c
Dall’orografia tracciata da Elia Fornoni nel 1883…
sette colli di Bergamo
passando per il possibile insediamento celtico esposto da A. Fumagalli e dallo studio di L,Angelini sulla Bergamo romana, da cui si evincerebbe l'”occupazione” di soli 4 colli (Eufemia, Gromo, Rosate, S.Salvatore)…
1 BG insediamenti celtici c - Fumagalli 2 BG romana -SAngelini ab
la Bergamo medievale, espressa nel disegno di S.Angelini, comprende anche i colli di S.Giovanni e S.Michele, arrivando a sei. Con le Mura veneziane, inclusive di Colle Aperto, come nella mappa “moderna” del Mazzoleni del 1825, si arriverà a sette colli… come Roma.
3 Bg medievale - S_Angelini 4 BG 1825 incisione Mappa Mazzoleni

Legnano 29 Maggio 1176

29-05 festa-lombardiaArt. 1 Legge Regionale 26/11/2013 -n°15:
“La Regione Lombardia al fine di favorire la conoscenza della propria storia ricordandone i valori di cultura, di costume, di civismo, nel loro radicamento e nella loro prospettiva, istituisce il 29 maggio la ‘Festa regionale lombarda’ in ricorrenza della battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, nella quale la Lega Lombarda sconfisse l’esercito del Sacro Romano Impero”.
29-05 battaglia-di-legnanoLa battaglia di Legnano fu combattuta tra l’esercito imperiale di Federico Barbarossa e le truppe della Lega Lombarda tra le località di Legnano e Borsano, nell’Alto-milanese; sebbene la presenza del nemico nei dintorni fosse già nota ad entrambi gli schieramenti, questi si incontrarono improvvisamente senza il tempo di pianificare alcuna strategia.
Questo scontro fu l’elemento cruciale della lunga guerra intrapresa dal Sacro Romano Impero, con base in Germania, per tentare di affermare il suo potere sui comuni dell’Italia Settentrionale, che si erano alleati in un’unione militare, la Lega Lombarda, guidata simbolicamente da papa Alessandro III.
La battaglia pose fine alla quinta e ultima discesa in Italia dell’imperatore Federico Barbarossa, il quale, dopo la sconfitta, dovette risolvere la questione italiana con l’approccio diplomatico che sfociò qualche anno più tardi nella pace di Costanza (25 giugno 1183), con la quale l’Imperatore dovette riconoscere l’autonomia della Lega Lombarda, riconoscendo concessioni amministrative, politiche e giudiziarie ai comuni e ponendo fine al suo tentativo di egemonizzare l’Italia Settentrionale; Lega Lombarda, Alberto da Giussano e “Carroccio” entrarono nella Storia d’Italia.
Alla storica battaglia fa riferimento anche l’inno di Mameli che recita nella terza strofa: « […] Dall’Alpi a Sicilia dovunque è Legnano […]» in ricordo della vittoria delle popolazioni italiane su quelle straniere e per questo storico scontro, Legnano è l’unica città, oltre a Roma, ad essere citata nell’inno nazionale.
A Legnano, per commemorare la battaglia, si svolge annualmente, nell’ultima domenica di maggio, dal 1935 la “Sagra del Carroccio” (chiamato dal 2005 “Palio di Legnano”); dal 1954 l’evento è annoverato tra le manifestazione storiche italiane.

quando le Mura danno spettacolo: Soap Box Rally e Historic Gran Prix

Domenica 30 Aprile: Lo scenario è il più amato dai Bergamaschi, il pubblico acclamante è di circa 50.000 persone, l’evento è la corsa più antica al mondo di macchine di legno. Questo in sintesi il risultato dell’annuale «Soap Box Rally», un rally senza motori e inquinamento, in cui conta solo l’abilità tecnica nella costruzione delle macchinine di legno e la bravura alla guida, sul percorso da Colle Aperto a Sant’Agostino. La splendida giornata e un’ottima organizzazione hanno decretato anche quest’anno il successo di questa tradizionale manifestazione.
soap box rally Domenica 28 Maggio: stesso scenario e stesso pubblico festante ma questa volta l’evento è ben più “rumoroso” poiché si tratta del gran premio dei bolidi storici. tra questi la monoposto F1 Lancia Marino del 1958, la Stanguellini del 1959 dell’ex ferrarista Wolfang Von Trips, una rara Moroni FJ del 1958, Bugatti, Amilcar degli anni Venti, una Maserati del 1928 e tante motociclette altrettanto blasonate. Via dalla Porta medioevale del Pantano e poi giù per la Boccola, fino alla chicane del Lantro e alla curva di San Lorenzo; il viale della Fara, e poi la curva di Sant’Agostino prima della risalita verso Colle Aperto; la chicane di San Giacomo e poi il lunghissimo rettilineo a tutta velocità velocità fino alla curva del Seminario prima dell’arrivo in Colle Aperto.
Un percorso da campioni da affrontare alla guida di automobili d’epoca, che hanno partecipato alle principali competizioni automobilistiche della storia. Un percorso che il leggendario Tazio Nuvolari, quando vinse la storica edizione del 1935, che ogni anno si vuole rievocare, giudicò eccezionale.historic-gran-prixfoto Eco di Bergamo

Pietre nuove… anche in Cittadella!!

170522 pietre nuove cittadellaC’era una volta… un’organismo chiamato Sovrintendenza ai Beni Culturali. Ma ovvio chiedersi perché sempre “dopo”?? Così come ovvio chiedersi perché attendere sempre lo “Stato”… non esiste proprio in città un gruppo di esperti, appassionati della storia e dello sviluppo della stessa, che possa esprimere vincolanti pareri e suggerimenti agli uffici comunali e ai politici soggetti a un quinquennale ricambio?
170522 pietre nuove cittadella- capellini170521 deposito pietre anticheIn questi tempi in cui il “recupero” è diventato importante, esiste senz’altro un commercio di materiale edile “storico”; inoltre, era, sia per privati che per Comuni, antica e ottima abitudine conservare e riutilizzare materiale, che ha ancora un valore, proveniente da demolizioni; sarà stato così per l’area della Montelungo??

Mura e Unesco

170512 mura e unescoUn altro passo avanti… e tutti i giornali, giustamente danno rilievo alla notizia. Realisticamente però qualcosa non è andato come si voleva far credere; Icomos, l’organismo tecnico tenuto ad esprimere un parere di congruenza, ha inoltrato la “pratica” a Parigi… tutto bene? SI, abbiamo passato l’esame… però prendiamo nota che l’ente non si è bevuto che la nostra proposta rappresentasse “tutte” le fortificazioni veneziane e, modificando il titolo (restringendo i tempi – solo XVI e XVII secolo – e i luoghi – mare occidentale e prendendo solo degli “esempi”), ha giudicato inutile, e quindi vanificato, almeno la metà del lavoro di SITI per costruire il “dossier”. Certamente graditi gli apprezzamenti sul valore della struttura bergamasca (per i quali sarà opportuno ringraziare quelle associazioni – Amici delle Mura, Orobicambiente, ecc. – e quei cittadini che per tanti anni si sono prodigati per la salvaguardia del bene) che costituiscono un impegno futuro per trasmetterne l’integrità. Il vero valore, come da sempre sottolineato, è dato dalla struttura militare del 1500 senza tanti giri di parole e definizioni fantasiose che la “moda” vorrebbe accreditare. E questo ci porta ancor più alla considerazione che se si fosse dato retta a quelle lungimiranti raccomandazioni del lontano 1998… non resta ora che segnare in grande il periodo 2-12 Luglio 2017 (Assemblea Unesco  Cracovia), le date in cui avverrà la decisione finale, e incrociare le dita.